La Nascita degli ETF: Un Salto Nella Storia degli Investimenti
Il mondo degli investimenti, fino agli anni ’90, era un territorio riservato a chi aveva tempo, competenze e risorse per gestire portafogli complessi. Poi, un’idea innovativa cambiò per sempre il panorama: l’introduzione degli ETF (Exchange-Traded Funds). Ma come sono nati esattamente? E perché il loro debutto ha segnato un punto di svolta nella finanza moderna? In questo articolo esploriamo le origini degli ETF, con un focus sul primo ETF della storia e il leggendario SPY, il pioniere degli ETF sull’S&P 500.
Le Origini degli ETF: Il Canada apre le danze
Gli ETF hanno fatto la loro prima comparsa non negli Stati Uniti, come si potrebbe pensare, ma in Canada. Nel 1990, il Toronto Stock Exchange (TSX) lanciò il primo ETF al mondo: i Toronto Index Participation Shares (TIPS). Questo strumento replicava la performance del TSX 35, un indice che seguiva le 35 maggiori società canadesi.
Nonostante l’innovazione, il successo iniziale dei TIPS fu modesto. Il concetto era rivoluzionario, ma gli investitori non erano ancora pronti a un cambio di paradigma così radicale. Tuttavia, l’esperimento canadese dimostrò che era possibile creare un prodotto negoziabile in borsa che replicasse un indice.
1993: Gli Stati Uniti Sperimentano il Cambiamento con SPY
L’anno cruciale per la storia degli ETF fu il 1993, quando l’American Stock Exchange (AMEX) introdusse il primo ETF negli Stati Uniti: lo SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY), soprannominato “Spider”. Questo strumento tracciava la performance dell’indice S&P 500, un benchmark che rappresenta le 500 maggiori aziende americane.
La nascita dello SPY fu tutt’altro che casuale. Negli anni ‘80, un gruppo di esperti finanziari e regolatori iniziò a immaginare uno strumento che potesse offrire agli investitori retail un accesso diretto e conveniente ai mercati. L’idea trovò terreno fertile in un contesto in cui gli investitori cercavano alternative ai fondi comuni tradizionali, caratterizzati da commissioni elevate e poca flessibilità.
Lo SPY fu progettato da una collaborazione tra la Boston Stock Exchange, lo State Street Global Advisors (SSGA) e la società McGraw-Hill, che possedeva i diritti sull’indice S&P 500. Con un costo di gestione inizialmente molto basso rispetto ai fondi comuni, lo SPY attirò rapidamente l’attenzione di investitori istituzionali e retail.
L’Influenza di SPY sul Mercato Finanziario
Il lancio dello SPY non solo fu un successo commerciale, ma segnò anche l’inizio di una nuova era per gli investimenti. Alcuni aspetti chiave del suo impatto includono:
Accessibilità Democratizzata: Per la prima volta, gli investitori di ogni livello potevano ottenere esposizione alle 500 principali aziende statunitensi con un’unica operazione.
Efficienza dei Costi: Con un costo di gestione iniziale estremamente competitivo, lo SPY dimostrò che era possibile investire in modo economico senza sacrificare la diversificazione.
Volume e Liquidità: Lo SPY divenne rapidamente uno degli strumenti più scambiati al mondo, garantendo agli investitori un’elevata liquidità.
Ad oggi, lo SPY rimane uno degli ETF più grandi e popolari al mondo, con asset sotto gestione che superano i 400 miliardi di dollari.
Un Cambiamento Culturale
Il successo dello SPY fu anche culturale. Gli ETF iniziarono a sfidare il predominio dei fondi comuni, offrendo agli investitori una maggiore flessibilità e trasparenza. Negli anni successivi, il modello ETF fu adottato da altre società, portando alla creazione di ETF tematici, settoriali e internazionali.
Gli ETF Oggi: Dalla Visione alla Rivoluzione
Oggi, il mercato degli ETF è uno dei segmenti più dinamici della finanza. Con migliaia di ETF disponibili, che coprono tutto, dagli indici azionari globali alle criptovalute, lo strumento nato con lo SPY ha dimostrato di essere incredibilmente adattabile.
L’introduzione degli ETF, iniziata con i TIPS canadesi e perfezionata dallo SPY negli Stati Uniti, ha trasformato il mondo degli investimenti. Non si tratta solo di uno strumento finanziario; gli ETF rappresentano un’idea rivoluzionaria che ha reso l’investimento più accessibile, trasparente e flessibile per tutti.
Quando oggi guardiamo i nostri portafogli e vediamo strumenti come l’SPY o altri ETF, stiamo vedendo il frutto di decenni di innovazione. Il viaggio iniziato negli anni ’90 non si è mai fermato, e il futuro degli ETF promette di essere ancora più entusiasmante.
Immagina di essere un investitore e di guardare il tuo portafoglio crescere del 24,8% in un anno (complimenti, hai replicato l’indice S&P 500!). Poi scopri che qualcuno ha realizzato un rendimento del 238,9% nello stesso periodo. E no, non stiamo parlando di Warren Buffett, ma del rappresentante del Congresso statunitense Brian Higgins. Sorprendente, vero? Vediamo cosa possiamo imparare da questa incredibile performance.
Chi è Brian Higgins e come ha ottenuto questi risultati straordinari?
Brian Higgins è un politico democratico di New York, noto per il suo lavoro al Congresso… e per aver distrutto qualsiasi confronto con l’S&P 500 nel 2023. Il suo segreto? Investimenti strategici in aziende tecnologiche, in particolare Nvidia, una delle stelle dell’intelligenza artificiale (AI) e dei semiconduttori.
Higgins ha iniziato a costruire la sua posizione su Nvidia nel 2017, aggiungendo ulteriori acquisti nel 2020. Grazie alla crescente domanda di AI e alla leadership di Nvidia nel settore, le azioni della società sono schizzate alle stelle nel 2023, contribuendo in modo determinante al successo del suo portafoglio.
Lezioni di Finanza Personale: Cosa Possiamo Apprendere?
1. Investire a lungo termine premia.
Higgins ha mantenuto le sue posizioni per anni, beneficiando del principio del compounding. Questo ci ricorda che non sempre è necessario “giocare in borsa” per ottenere risultati. Scegliere aziende solide e lasciarle crescere può fare meraviglie.
2. Seguire i trend tecnologici.
Le rivoluzioni come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e le energie rinnovabili offrono opportunità incredibili. Anche se non hai un’illuminazione su quale sarà la prossima Nvidia, considera di aggiungere un’esposizione tecnologica al tuo portafoglio.
3. Diversificazione sì, ma con criterio.
Higgins ha puntato su Nvidia, ma il suo portafoglio include anche altre aziende (anche se Nvidia ha dominato i rendimenti). Questo dimostra che un focus concentrato su settori specifici può dare frutti, purché tu sia consapevole del rischio.
4. Il tempismo conta.
Anche se nessuno può prevedere il mercato, investire in aziende con potenziale di crescita quando sono ancora sottovalutate è cruciale. Higgins ha iniziato a comprare Nvidia prima del boom dell’AI, dimostrando l’importanza della ricerca e dell’intuito.
Cosa Significa per i Nostri Portafogli?
Mentre è improbabile che tu possa replicare il 238,9% di Higgins (e non dovresti aspettartelo), puoi adottare alcune strategie intelligenti per migliorare i tuoi rendimenti:
• ETF tecnologici: Non sai quale azienda potrebbe essere la prossima Nvidia? Considera un ETF diversificato che ti esponga al settore tech o all’intelligenza artificiale, onestamente non sono un fan degli Etf tematici , però penso che avere un tilt in qualcosa che conosciamo e che ci appassiona non sia male , soprattutto in percentuale molto esigua rispetto al portafoglio .
• Ricerca e pazienza: Dedica tempo a capire i fondamentali delle aziende e sii paziente con le tue posizioni.
• Pensa a lungo termine: I mercati possono essere volatili nel breve termine, ma con un orizzonte temporale più lungo puoi ottenere risultati sorprendenti.
Un Avvertimento Finale: Occhio alle Regole
Il successo di Higgins ha sollevato qualche sopracciglio, considerando che i membri del Congresso hanno accesso a informazioni privilegiate. Anche se ci sono leggi come il STOCK Act per prevenire abusi, questo episodio ci ricorda l’importanza dell’etica negli investimenti.
Per noi investitori comuni, l’unico vantaggio competitivo è l’educazione finanziaria, quindi continua a imparare e a prendere decisioni consapevoli.
Conclusione: Il Segreto è la Strategia
Non devi essere un politico o un esperto per ottenere ottimi risultati. La lezione da Brian Higgins è chiara: scegli le tue battaglie (o azioni, obbligazioni etc), abbi pazienza e segui il flusso delle opportunità globali. Con un po’ di strategia e perseveranza, anche tu puoi costruire un portafoglio che faccia invidia… magari non al Congresso, ma sicuramente ai tuoi amici!
Un tema ricorrente negli ultimi anni di questo blog è stato la ricerca del portafoglio perfetto per la pensione. Se conosci l’obiettivo ideale, sai quali sono le sfide da affrontare: rischi di longevità e sequenza dei rendimenti, calo della capacità cognitiva per gestire asset complessi, vari eventi estremi, inflazione e così via.
La soluzione più semplice che ho pensato finora è una combinazione di due elementi:
Un’annualità che cresce con l’inflazione per le spese non discrezionali, coprendo anche il premio dell’assicurazione medica per quei rischi estremi.
Un portafoglio rischioso per il consumo discrezionale. Il budget per il consumo discrezionale dipende dal valore del portafoglio e da (T – t), dove T è la tua aspettativa di vita e t è oggi. T non è costante: se utilizzi la formula per calcolare quanto puoi spendere ogni mese, (T – t) diminuisce di meno di un mese, perché più vivi a lungo, maggiore diventa la tua aspettativa di vita.
Anche questa strategia non è infallibile. Se sei in affitto, il tuo canone potrebbe aumentare più dell’inflazione generale; inoltre, l’impatto di un trasferimento a 80 anni non è trascurabile, perché non sei più così flessibile. Se possiedi la casa in cui vivi, il budget per implementare il piano diventa insostenibile per la maggior parte delle persone, e la ricchezza bloccata nella casa è eccessiva.
Pur mirato solo al consumo discrezionale, quel reddito può essere molto volatile e non piacerebbe a molte persone. Dai feedback ricevuti dagli ascoltatori del nostro podcast, c’è anche un gruppo che odia il concetto di rendita (principalmente perché non capisce il rischio di longevità). Anche se potrebbe esistere una soluzione teorica ideale al problema, alcuni potrebbero rifiutarla per preferenze personali o ignoranza.
Durante questo percorso, mi sono imbattuto in un interessante articolo di Amundi.
Copre tre strategie di decumulo:
Il classico tasso di prelievo sicuro (Safe Withdrawal Rate, SWR).
Massimizzare l’utilità scontata attesa del consumo durante la vita.
Massimizzare l’utilità attesa della data di rovina (RDUM).
Se leggi questo blog, conosci già la prima. La seconda è sostanzialmente la stessa strategia descritta sopra per il reddito discrezionale, ma non è praticabile perché il consumo è troppo volatile. La terza fissa un certo livello di consumo, come la regola del 4% nello SWR, ma consente alla composizione del portafoglio di variare nel tempo: invece di avere un costante 60/40, le parti “rischiose” e “senza rischio” del portafoglio cambiano in base all’aspettativa di vita e alla dimensione del portafoglio.
La strategia RDUM ha un comportamento di “take-profit”:
Quando punti a un consumo costante, se il valore del portafoglio cresce, vuoi ridurre il rischio per diminuire la probabilità di rovina (esaurire il portafoglio prima della morte) e viceversa. C’è anche un punto in cui il portafoglio è abbastanza grande da coprire tutto il consumo futuro anche investendo al tasso privo di rischio.
Questo passaggio è molto perspicace:
Questo è il problema principale dei portafogli ad alto rischio in pensione: quando funzionano, funzionano troppo bene (a meno che ti interessi più la ricchezza dei tuoi nipoti che ciò che consumi); ma hanno comunque una probabilità relativamente alta di non funzionare affatto. Il pensionato potrebbe ritrovarsi vivo e al verde o morto multimilionario.
Mentre:
La strategia RDUM funziona meglio dello SWR perché aumenta ciò che conta di più: la certezza. Nella tabella sopra, 50, 60 e 70 rappresentano la MASSIMA allocazione consentita all’asset rischioso; maggiore è il rischio massimo, migliori sono le statistiche: un segno che stiamo andando nella direzione giusta.
Problema risolto?
La strategia RDUM presenta un potenziale problema comportamentale. Se applicata “in casa” (presumendo che la persona sia in grado di risolvere le equazioni mostrate nel documento), richiede al pensionato di assumersi più rischi quando la propria ricchezza diminuisce; ma questo può essere risolto, ad esempio, implementando questa strategia all’interno di una suite di ETF Target Date. Puntare alla data della tua morte è un po’ più macabro rispetto a puntare alla data del pensionamento, ma tant’è…
Sfortunatamente, nemmeno la strategia RDUM è immune al rischio di longevità. In Italia ci sono oltre 20.000 persone (l’80% donne) con più di 100 anni. Questo è il problema principale nell’adottare una strategia di presa di profitto: si riduce il rischio di volatilità/sequenza dei rendimenti aumentando però quello di longevità. Una somma positiva come lascito può fungere da assicurazione contro il rischio di longevità.
Il secondo problema legato a quanto mostrato finora riguarda le assunzioni metodologiche: finora, i rendimenti dell’asset rischioso seguono una distribuzione normale con rendimenti attesi e volatilità costanti nel tempo.
Il documento tenta di risolvere questo simulando un asset rischioso con una distribuzione normale asimmetrica:
La probabilità di successo diminuisce sensibilmente e la strategia RDUM inizia a comportarsi come quella SWR (la ricchezza media aumenta, riportandoci in quello spazio in cui, se le cose vanno bene, sei troppo soddisfatto). Questo è il motivo per cui, almeno intuitivamente, aggiungere asset con una distribuzione positiva (come strategie trend following e long-vol) al portafoglio dovrebbe aumentare la probabilità di successo.
Il documento si conclude con Amundi che utilizza un portafoglio definito come “very Europoor Risk Parity” come asset rischioso (rendimento medio = 3,5%, volatilità = 6,8%) per i metodi SWR e RDUM:
L’unico valore che vedo in questo esercizio è dimostrare che riducendo la volatilità e il massimo drawdown, cioè sacrificando i rendimenti ma massimizzando il rapporto di Sharpe, si ottiene una migliore probabilità di successo. Questo dovrebbe far accendere qualche lampadina nei lettori di questo blog (e anche tra i sostenitori del bias di conferma) 😉
Il terzo problema di queste simulazioni è, come sempre, l’inflazione. Puoi “barare” utilizzando i tassi reali invece dei tassi nominali, ma in tal caso non avresti più un tasso privo di rischio sempre positivo. Nel lungo termine è corretto assumere un tasso reale privo di rischio positivo (vedi l’UBS Yearbook); sfortunatamente, ciò non è vero nel breve termine, il che significa che la volatilità del tasso reale privo di rischio introduce un rischio di sequenza dei rendimenti. Inoltre, mentre il lungo termine appare favorevole per molti paesi, non è stato così per tutti. Il pensionato deve trovarsi nel posto giusto al momento giusto per beneficiare di un tasso reale privo di rischio positivo.
I metodi RDUM e SWR, come modellati qui, implicano che il pensionato possa sempre allocare il proprio portafoglio in investimenti protetti dall’inflazione con rendimenti positivi: sarebbe bello vivere in quel mondo.
La mia ingenua conclusione leggendo il documento è che il percorso a forma di “V” rimane, finora, la migliore soluzione pensionistica per gli investitori al dettaglio. Come sappiamo, il metodo SWR porta alla rovina quando si hanno anni negativi all’inizio della pensione, e questa precauzione elimina gran parte del problema. La bellezza della strategia SWR sta nella sua capacità di gestire i rischi di longevità e inflazione.
I portafogli con un rapporto di Sharpe più alto riducono i rischi intorno al percorso a forma di “V”: creano margini di errore più ampi attorno alla tempistica del “V” (in alcuni casi si può persino sostenere che il “V” non sia più necessario) e ai livelli di consumo annuale, se si vuole aderire alla classica regola del 4%. Tuttavia, presentano pericoli evidenti: le correlazioni passate potrebbero non reggere, un rischio di modellizzazione maggiore per qualsiasi cosa sia inclusa nel “cestino alternativo” e una maggiore dipendenza da una mente acuta per mantenerlo (con il potenziale beneficio che la sfida mentale costante potrebbe mantenere il cervello più brillante più a lungo).
Il Desert Portfolio è pensato per prosperare in qualsiasi condizione di mercato, proprio come una pianta del deserto che sopravvive in un ambiente estremo. La strategia si basa su una combinazione di asset class che si bilanciano a vicenda, garantendo protezione nei periodi di crisi e partecipazione alla crescita economica globale.
L’obiettivo principale del Desert Portfolio è offrire una diversificazione ampia, una bassa volatilità e una gestione semplice, rendendolo particolarmente adatto agli investitori che vogliono minimizzare il rischio senza sacrificare il rendimento a lungo termine.
L’Asset Allocation del Desert Portfolio
L’allocazione del Desert Portfolio è strutturata per ottimizzare la resilienza e il rendimento:
Azioni (30%): Per partecipare alla crescita economica globale.
Obbligazioni (60%): Forniscono stabilità e riducono la volatilità complessiva del portafoglio.
Oro (10%): Una protezione contro l’inflazione e un rifugio sicuro nei momenti di crisi.
Questa distribuzione bilancia la crescita a lungo termine con la conservazione del capitale nei mercati avversi.
Come Creare il Desert Portfolio con ETF UCITS
Gli investitori europei possono replicare il Desert Portfolio utilizzando ETF UCITS, che garantiscono una maggiore trasparenza e vantaggi fiscali. Ecco un esempio pratico di come costruire il portafoglio:
1. Azioni (30%)
Per rappresentare il mercato azionario globale:
iShares Core MSCI World UCITS ETF : Un ETF che replica l’indice MSCI World, con esposizione ai mercati sviluppati.
Alternativa: Vanguard FTSE All-World UCITS ETF , che include anche i mercati emergenti.
2. Obbligazioni (60%)
Per stabilità e protezione nei ribassi:
iShares USD Treasury Bond 3-7yr UCITS ETF . Un ETF che si concentra su obbligazioni del Tesoro USA a medio termine.
Alternativa: SPDR Bloomberg Barclays Global Aggregate Bond ETF (EUR Hedged).
3. Oro (10%)
Per protezione contro l’inflazione e le incertezze economiche:
WisdomTree Physical Gold : Replica il prezzo dell’oro fisico.
Alternativa: iShares Physical Gold ETC .
Performance Storica
Il Desert Portfolio ha dimostrato di essere una strategia solida nel lungo termine. Secondo i dati storici, dal 1994 al 2024, il portafoglio ha registrato:
Rendimento Annualizzato: ~7,10% in euro.
Deviazione Standard: ~8,20% (indicativo di una bassa volatilità).
Drawdown Massimo: -20,61%.
Questi risultati sottolineano la capacità del portafoglio di affrontare condizioni di mercato sfavorevoli, mantenendo una crescita costante.
Vantaggi del Desert Portfolio
Diversificazione: L’allocazione tra azioni, obbligazioni e oro protegge da rischi specifici e sistemici.
Resilienza: Ideale per scenari economici incerti o estremi.
Gestione Semplice: Richiede solo un ribilanciamento periodico per mantenere l’allocazione desiderata.
Adatto a Tutti i Profili di Rischio: Grazie al peso elevato delle obbligazioni, è particolarmente adatto agli investitori prudenti.
Critiche e Limiti
Nonostante i suoi punti di forza, il Desert Portfolio presenta alcuni aspetti da considerare:
Rendimento Inferiore nei Rally Azionari: Il peso ridotto delle azioni limita i guadagni in mercati fortemente rialzisti.
Esposizione al Rischio Valutario: Alcuni ETF, come quelli sulle obbligazioni USA, potrebbero essere influenzati dalle fluttuazioni del cambio.
Peso dell’Oro: Il 10% in oro potrebbe non piacere agli investitori meno inclini a includere asset non produttivi.
Perché Scegliere il Desert Portfolio?
Il Desert Portfolio è la scelta perfetta per chi vuole un approccio bilanciato, capace di affrontare con serenità le turbolenze dei mercati. La sua struttura riduce al minimo la volatilità, garantendo una crescita costante senza richiedere una gestione complessa.
Il Portafoglio “All Weather” di Ray Dalio: Cos’è e Come Replicarlo con ETF UCITS
Investire non è mai semplice, ma se esistesse una strategia pensata per resistere a ogni condizione di mercato? Questo è esattamente ciò che il “All Weather Portfolio” di Ray Dalio promette: stabilità e diversificazione, anche in periodi di incertezza economica.
In questo articolo, esploreremo:
Cos’è il portafoglio All Weather.
La sua asset allocation.
Come replicarlo usando ETF UCITS.
Cos’è il Portafoglio All Weather?
Il Portafoglio All Weather è una strategia di investimento creata da Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, uno dei più grandi hedge fund al mondo. Questo portafoglio è progettato per bilanciare rischio e rendimento, adattandosi a diverse condizioni economiche: crescita, recessione, inflazione o deflazione.
La filosofia alla base è semplice:
Non possiamo prevedere il futuro, quindi creiamo un portafoglio che funzioni in ogni scenario.
Asset Allocation del Portafoglio All Weather
L’allocazione originale proposta da Dalio è la seguente:
40% Obbligazioni a lungo termine (US Long-Term Bonds) Per proteggersi durante periodi di deflazione o crescita economica lenta.
30% Azioni (Stocks) Per catturare rendimenti durante fasi di crescita economica.
15% Materie prime (Commodities) Protezione contro l’inflazione e la svalutazione della valuta.
7.5% Obbligazioni a medio termine (US Intermediate-Term Bonds) Una maggiore stabilità rispetto alle obbligazioni a lungo termine.
7.5% Oro (Gold) Riserva di valore in caso di inflazione o crisi economiche.
Come Replicare l’All Weather Portfolio con ETF UCITS
Ora, adattiamo questa strategia per gli investitori europei, utilizzando ETF UCITS, strumenti efficienti dal punto di vista fiscale e compatibili con i regolamenti UE.
1. Obbligazioni a lungo termine (40%)
Per replicare questa componente, puoi utilizzare ETF che investono in obbligazioni governative a lungo termine di paesi sviluppati:
iShares Global Govt Bond 20+ Year UCITS ETF (Acc) ISIN: IE00BSKRJZ44
2. Azioni (30%)
Per un’esposizione globale al mercato azionario, considera ETF che seguono l’indice MSCI World o simili:
Questa strategia si basa sulla diversificazione del rischio, non solo sull’allocazione del capitale. Ecco perché funziona:
Protezione in ogni scenario: Se un asset performa male, un altro bilancia la perdita.
Riduzione della volatilità: È meno probabile subire grandi oscillazioni rispetto a un portafoglio concentrato.
Facilità di gestione: Una volta impostato, richiede solo un monitoraggio periodico.
Un Esempio Pratico
Supponiamo che tu voglia investire €10.000 seguendo il Portafoglio All Weather con ETF UCITS:
€4.000 (40%) in iShares Global Govt Bond 20+ Year UCITS ETF
€3.000 (30%) in Vanguard FTSE All-World UCITS ETF
€1.500 (15%) in Invesco Bloomberg Commodity UCITS ETF
€750 (7.5%) in Lyxor Core Euro Govt Bond 5-7Y UCITS ETF
€750 (7.5%) in WisdomTree Physical Gold UCITS ETF
Conclusione
Il Portafoglio All Weather di Ray Dalio è una strategia che mette al centro la diversificazione e la gestione del rischio, rendendolo ideale per investitori che cercano stabilità in ogni condizione economica.
Sai chi sono i principali proprietari delle azioni Apple (AAPL)? Se fai una ricerca, scoprirai che i primi tre sono Vanguard, che possiede l’8,7%, BlackRock, con il 6,9%, e State Street, con il 3,5%.
Ora cerca Microsoft (MSFT) e vedrai la stessa cosa. I primi tre proprietari sono Vanguard (9%), BlackRock (7,5%) e State Street (4%). Continua a cercare altre grandi aziende e troverai sempre gli stessi nomi.
Vanguard. BlackRock. State Street.
Vanguard. BlackRock. State Street.
Vanguard. BlackRock. State Street.
È come un disco rotto.
Se non fossi informato, tutto ciò potrebbe sembrarti un po’ sospetto. Come è possibile che queste tre aziende possiedano quantità significative di azioni di tutte le società quotate in borsa? È forse una sorta di complotto a livello degli Illuminati? Stanno segretamente governando il mondo?
Purtroppo per i teorici del complotto, la risposta è: “No.”
In questo articolo, spiegherò perché la “proprietà” del mercato azionario da parte di Vanguard, BlackRock e State Street non è uno schema elaborato per controllare il mondo. Tuttavia, discuterò anche perché la loro proprietà potrebbe comunque essere preoccupante per altri motivi.
Per cominciare, spieghiamo perché la proprietà delle azioni statunitensi da parte di Vanguard, BlackRock e State Street non corrisponde alla vera definizione di proprietà.
Proprietà che non è davvero proprietà
Per quanto possa essere intrigante immaginare un cabala formata da Vanguard, BlackRock e State Street, purtroppo la verità è molto meno affascinante.
Vanguard, BlackRock e State Street appaiono come i principali proprietari di quasi tutte le società quotate perché offrono ETF e fondi comuni di investimento che detengono queste azioni sottostanti. Non c’è nessuno schema segreto, solo una proprietà aggregata derivante dai detentori dei loro fondi.
Ad esempio, quando acquisti il fondo VOO (ETF sull’S&P 500 di Vanguard) nel tuo conto di risparmio o di intermediazione, la percentuale di proprietà di Vanguard in ciascuna azione dell’S&P 500 aumenta leggermente. Lo stesso vale per BlackRock e State Street se acquisti rispettivamente i fondi IVV (BlackRock) o SPY (State Street).
Un esempio pratico
Se avessi 100.000 dollari investiti in VOO, circa 7.000 dollari (7%) sarebbero investiti in azioni Apple. Quei 7.000 dollari rappresentano circa 31 azioni di Apple (supponendo che il prezzo di AAPL sia di 225 dollari per azione). Quindi, considerando che Apple ha 15.287.521.000 azioni in circolazione, la tua proprietà totale sarebbe approssimativamente dello 0,0000002%. In pratica, è questa la percentuale che contribuisci alla quota totale di proprietà di Vanguard nelle azioni Apple.
Anche se la tua proprietà individuale di Apple è trascurabile, quando si aggrega con quella di tutti gli altri detentori dello stesso ETF o fondo comune, si arriva a una percentuale significativa. In altre parole, non è Vanguard in sé a possedere l’8,7% di Apple, ma tutti i detentori degli ETF e dei fondi comuni di Vanguard che, combinati, possiedono l’8,7% di Apple. Quella percentuale di proprietà rappresenta il totale combinato di milioni di investitori.
Non c’è nessun complotto
Non c’è nessuna grande cospirazione o insabbiamento. La tua quota di proprietà, insieme a quella degli altri detentori dei loro ETF e fondi comuni, viene semplicemente aggregata sotto il nome di Vanguard, BlackRock o State Street.
L’aumento della proprietà aggregata: l’ascesa degli investimenti passivi
Questa proprietà aggregata è aumentata notevolmente negli ultimi decenni a causa della crescente diffusione degli investimenti passivi. Come ha osservato Eric Balchunas all’inizio di quest’anno:
“La proprietà dei fondi passivi nell’S&P 500 è oggi circa del 24%, rispetto al 7% di dieci anni fa. Questo significa che, in media, il 24% delle azioni di una società dell’S&P 500 è detenuto da fondi indicizzati (che possono includere anche strategie smart-beta o tematiche).”
Questo rappresenta un grande cambiamento nella distribuzione della proprietà delle aziende americane. Spiega anche perché Vanguard, BlackRock e State Street detengano concentrazioni così massicce di proprietà. E, sebbene questa proprietà non sia tecnicamente una vera proprietà, ci sono comunque alcune ragioni legittime per essere preoccupati.
Le vere preoccupazioni riguardo alla concentrazione
Anche se Vanguard, BlackRock e State Street non stanno controllando il mondo dietro le quinte, hanno comunque un potere di voto significativo in quasi tutte le principali società pubbliche statunitensi. Questo avviene grazie a un meccanismo chiamato proxy voting.
Il proxy voting è un sistema in cui il gestore del fondo vota per conto dei detentori dei fondi stessi. In questo caso, Vanguard, BlackRock e State Street votano sulle proposte di gestione in modo che tu o io non dobbiamo farlo. Lo fanno perché ottenere il voto di ogni singolo proprietario di fondi su ogni proposta di gestione per ogni azienda sarebbe un incubo logistico.
Pensa a questo. Vorresti votare su ogni proposta di ogni azienda che possiedi in un fondo indicizzato sull’S&P 500? Io no. Per dare un’idea della scala, secondo il rapporto di stewardship sugli investimenti di Vanguard del 2023, il loro team ha votato su oltre 30.000 diverse proposte di gestione solo nelle Americhe.
Ecco perché esiste il proxy voting: perché è molto più efficiente (e sensato) delegare le decisioni di voto a una società di fondi che impiega un ampio team di persone per farlo al tuo posto.
Più importante, questi team votano basandosi su un insieme specifico di linee guida stabilite dalla società di fondi. Ad esempio, qui ci sono le linee guida di proxy voting di Vanguard per le varie questioni di gestione nel 2024. E qui ci sono quelle di BlackRock. Vai avanti e leggile. So che non lo farai. Sono la cosa più noiosa del mondo.
Oh, un direttore non ha partecipato ad almeno il 75% delle riunioni del consiglio l’anno scorso, quindi Vanguard voterà contro di lui, come chiaramente dichiarato nelle loro linee guida? Oh no! Che tragedia! Dobbiamo dirlo immediatamente su TikTok.
Sì, in teoria, Vanguard, BlackRock e State Street potrebbero complottare per prendere il controllo e sconvolgere il panorama aziendale americano. Ma storicamente non lo hanno fatto. Come puoi vedere nella tabella sopra, Vanguard ha sostenuto quasi tutte le proposte avanzate dalla gestione aziendale. Si sono schierati con la gestione oltre il 90% delle volte, tranne che in due categorie!
Questo suona come una società che sta segretamente controllando tutto dietro le quinte? A me no.
Naturalmente, posso capire come possa essere un problema che questi fornitori di fondi si schierino quasi sempre con la gestione. Come illustrato nella tabella sopra, le proposte guidate dagli azionisti tendono a essere respinte la maggior parte delle volte. Non ho idea se queste proposte fossero ragionevoli, ma posso immaginare come questo possa risultare preoccupante.
L’unico punto a favore che posso aggiungere è che Vanguard ora consente a certi detentori di fondi di votare personalmente i propri proxy, se lo desiderano. Nel 2023, Vanguard ha lanciato un programma di scelta di proxy voting opzionale e lo ha esteso a una selezione dei loro fondi nel 2024.
Perché una società determinata a dominare il mondo dovrebbe fare una cosa del genere? Esatto. Non lo farebbe. So che al momento non ci sono molti fondi con questa opzione, ma è un inizio.
L’unica altra preoccupazione legittima riguardo alla concentrazione tra queste tre società è la quantità di potere che hanno sull’industria della gestione patrimoniale. Sebbene in qualsiasi altro settore questo sarebbe allarmante, a causa della struttura di proprietà mutualistica di Vanguard, non penso che lo sia.
Come ha osservato Eric Balchunas in The Bogle Effect, la struttura di proprietà mutualistica di Vanguard è uno dei motivi principali per cui le commissioni dei fondi nell’intero settore sono diminuite nel tempo. E, man mano che le commissioni sono calate, la competizione per le quote di mercato dei fondi passivi si è intensificata tra Vanguard, BlackRock e State Street. Di conseguenza, dubito fortemente che vedremo alcun tipo di collusione tra le tre.
Ora che abbiamo esaminato alcune delle preoccupazioni sulla concentrazione di proprietà di Vanguard, BlackRock e State Street, concludiamo discutendo perché questa concentrazione conta (o no).
Conclusioni
Per quanto io vorrei lanciare l’allarme sulla crescente proprietà delle aziende americane da parte di Vanguard, BlackRock e State Street, purtroppo non c’è nulla di concreto. Analizza i dettagli da solo e ti annoierai rapidamente con ciò che troverai.
Capisco perché questa teoria del complotto si sia formata in primo luogo. Per chi non è esperto, sembra un modello casuale. Potrebbe sembrare di aver scoperto un segreto nascosto in bella vista.
Ma la verità è molto meno emozionante. Dopotutto, perché altrimenti Vanguard, BlackRock e State Street pubblicherebbero le loro linee guida di voto e la direzione dei loro voti affinché tutti possano vederle? Non è esattamente così che funzionano le organizzazioni segrete.
Ovviamente, questo non significa che queste società non si troveranno mai ad affrontare problemi legati alla loro concentrazione di proprietà. È possibile che i loro schemi di voto causino problemi significativi tra gli azionisti dei fondi. Tuttavia, non scommetterei che quel giorno arrivi presto.
Episodio di “Investment Strategy Made Simple” (ISMS): Errori di Investimento con Larry Swedroe
In questo episodio di Investment Strategy Made Simple, Andrew discute con Larry Swedroe un capitolo del suo libro Investment Mistakes Even Smart Investors Make and How to Avoid Them. Questo è il primo episodio di una serie dedicata agli errori di investimento, e il tema centrale è il primo errore: Sei troppo sicuro delle tue capacità?
Lezione Principale: Non essere troppo sicuro di te. Cerca informazioni di valore quando analizzi un investimento.
“Quando fai trading, ricorda che stai competendo contro la saggezza collettiva del mercato.” — Larry Swedroe
La Natura Umana: Tendiamo ad Essere Troppo Sicuri di Noi Stessi
Larry spiega che numerose ricerche dimostrano come gli esseri umani siano spesso eccessivamente sicuri delle proprie capacità. Se chiedi alle persone se sono più brave della media in qualcosa – come essere amati, guidare o avere successo – la maggior parte risponderà di sì. Questa tendenza, sebbene positiva per l’autostima, può portare a errori nel mondo degli investimenti.
Troppa Sicurezza è un Problema negli Investimenti
Il mercato è composto da una vasta gamma di investitori. Se alcuni ottengono rendimenti superiori alla media, altri devono necessariamente ottenere rendimenti inferiori. Tuttavia, molte persone credono erroneamente di poter “battere il mercato”, un concetto spesso smentito dalle prove.
Le Donne Ottengono Migliori Risultati degli Uomini Grazie a una Minore Sicurezza
Le donne, pur non essendo migliori degli uomini nella scelta delle azioni, tendono a fare meno errori legati all’eccessiva fiducia. Poiché negoziano meno, riducono i costi e ottengono rendimenti superiori. Curiosamente, le donne sposate ottengono risultati peggiori rispetto a quelle single, poiché spesso subiscono l’influenza del partner maschile. Al contrario, gli uomini sposati migliorano grazie ai consigli delle loro compagne.
La Conoscenza Conta?
Sebbene maggiore conoscenza porti spesso maggiore saggezza, nel caso degli investimenti il gioco è diverso. Non si tratta di una competizione “uno contro uno”, come nel tennis o negli scacchi. Qui si compete contro la saggezza collettiva del mercato, un avversario molto più complesso.
Sapere Chi è Dall’Altra Parte del Trade
Prima di comprare un’azione, chiediti chi è dall’altra parte della transazione. Il 90% delle negoziazioni è eseguito da istituzioni sofisticate con accesso a tecnologie avanzate e informazioni privilegiate. Pensare di avere un vantaggio rispetto a questi giganti è spesso un’illusione.
Gli Investimenti Sono Sempre Più Complessi
Larry elenca diversi motivi per cui investire è diventato più difficile:
Innovazioni Finanziarie Nuovi modelli come il CAPM, la momentum e la qualità aziendale hanno reso più complicato generare alfa (rendimenti superiori).
Conoscenza Finanziaria in Crescita Oggi tutti hanno accesso a teorie finanziarie avanzate, aumentando la competizione.
Dominio delle Istituzioni Oggi la maggior parte delle negoziazioni è eseguita da istituzioni e hedge fund, non da piccoli investitori.
Maggiori Risorse, Meno Opportunità I fondi hedge sono passati da $300 miliardi negli anni ’90 a oltre $5 trilioni oggi, riducendo le opportunità di generare rendimenti eccezionali.
Pensieri Finali di Larry
Non essere troppo sicuro delle tue capacità: il mercato è un avversario potente. Inoltre, non confondere informazioni accessibili a tutti con informazioni di valore. Investire in modo intelligente significa accettare di non poter controllare tutto e scegliere strategie basate su dati e logica.
Un consiglio sempreverde: cerca valore e non inseguire illusioni.
“More fiction has been written in Excel than in Word.” – Morgan Housel
“Buybacks are divisive. They divide people who understand finance from those who don’t.” – Ken French
“Never, ever tell anyone about your problems, 90% of the people really don’t care. The other 10% are glad you have them.” – Charlie Munger
“All past declines look like an opportunity, all future declines look like a risk.” – Morgan Housel
“I put two children through Harvard by trading options. Unfortunately, they are my broker’s children.” – Jason Zweig
“Speculation is a name given to a failed investment and… investment is the name given to a successful speculation.” – Edward Chancellor
“The broker said the stock was poised to move. Silly me, I thought he meant up.” – Randy Thurman
“Bulls make more than bears, so if anything, being an optimist about life and about things in general is a great attribute as an investor. You just can’t be starry-eyed and naive.” – Stanley Druckenmiller
“It turns out the better you are with numbers, the better you are at spinning those numbers to conform to and support your beliefs.’ – AnnieDuke
“We don’t have inflation because the people are living too well. We have inflation because the government is living too well.” – Ronald Reagan
“Markets don’t respect anything but truth.” – Jim Haskel
“The function of economic forecasting is to make astrology look respectable.” – John Kenneth Galbraith
“We are in the business of making mistakes. Winners make small mistakes; losers make big mistakes.” – Ned Davis
“In a rising market, enough of your bad ideas will pay off so that you’ll never learn that you should have fewer ideas.” – Daniel Kahneman
“If you ever have the misfortune to have an investment that goes down for any amount of time… severity is bad, but duration is underrated when it comes to pain.” -Clifford Asness
“Stocks rarely perform in the time frames we predict, and it’s why the market only works for investors that have more patience than they thought they would ever need.” – Ian Cassel
Questa raccolta, che mi è piaciuta un sacco, l’ho allegramente scopiazzata dal profilo X di Meb Faber!
Il Teorema di Bayes: La Magia Nascosta per Prendere Decisioni Finanziarie Migliori
Hai mai sentito parlare del Teorema di Bayes? Non preoccuparti, non è una di quelle formule matematiche da lasciare ai geni del calcolo. In realtà, è uno strumento potente e semplice da capire, che può fare la differenza nella tua gestione finanziaria. Oggi ti spiegherò in modo più street possibile come funziona e come usarlo per diventare un investitore più consapevole.
Il Teorema di Bayes è una tecnica per aggiornare le tue convinzioni man mano che ricevi nuove informazioni. Sì, hai capito bene: è un modo strutturato per fare quello che già facciamo nella vita quotidiana. Ma nella finanza, dove c’è sempre una marea di dati e segnali contrastanti, ci aiuta a mettere ordine nel caos e a non cadere vittime delle emozioni.
Cos’è il Teorema di Bayes (e Perché Dovrebbe Importarti)?
Immagina di aver sentito parlare di una nuova azione. Un amico ti dice: “Questa società è un razzo, crescerà del 300% in un anno!” Prima di buttare i tuoi risparmi, chiediti: quanto è probabile che abbia ragione?. Qui entra in gioco il Teorema di Bayes.
Come Funziona il Teorema di Bayes
Il teorema si basa su tre elementi principali:
Probabilità iniziale: Quanto pensavi fosse probabile un certo evento (come il successo di un investimento) prima di ottenere nuove informazioni? Questo è il tuo “punto di partenza”.
Nuove informazioni: Hai un segnale, una notizia, un grafico o un’opinione. Quanto è credibile e rilevante per l’evento che stai analizzando?
Probabilità aggiornata: Dopo aver combinato il tuo punto di partenza con le nuove informazioni, hai una stima più realistica.
Ecco la formula “magica”: P(Evento∣NuoveInformazioni)=P(NuoveInformazioni∣Evento)⋅P(Evento)P(NuoveInformazioni)P(Evento|NuoveInformazioni) = \frac{P(NuoveInformazioni|Evento) \cdot P(Evento)}{P(NuoveInformazioni)}
Non ti preoccupare se sembra complicata. Vediamola all’opera con un esempio pratico.
Un Esempio : Il Teorema di Bayes in Azione
Scenario:
Hai scoperto una piccola azienda tecnologica e vuoi sapere se investirci ha senso. Una newsletter che segui ti dice che questa società ha tutti gli ingredienti giusti per un boom. Ti chiedi: Quanto devo fidarmi di questo segnale?
Ecco i dati:
Storicamente, solo il 5% delle piccole aziende tecnologiche raggiunge una crescita esplosiva (la probabilità iniziale, P(Successo)=5%P(Successo) = 5\%).
La newsletter ha una buona reputazione: l’80% delle volte identifica correttamente aziende di successo (P(Segnale∣Successo)=80%P(Segnale|Successo) = 80\%).
Ma attenzione: il 30% delle volte, la newsletter promuove aziende che poi non hanno successo (P(Segnale∣NoSuccesso)=30%P(Segnale|NoSuccesso) = 30\%).
Applicazione del Teorema di Bayes
Probabilità del segnale (P(Segnale)P(Segnale)): Combiniamo le probabilità di ricevere il segnale sia per aziende di successo sia per aziende che non hanno successo:
Nonostante il segnale della newsletter sembri promettente, la probabilità che questa azienda sia un vero “razzo” rimane bassa, solo il 12.3%. Questo ti fa riflettere: forse è meglio non investire tutto su questo singolo titolo.
Perché È Utile per la Finanza Personale
Evita di Cadere nelle Trappole dell’Euforia: Il Teorema di Bayes ti costringe a considerare i tassi di successo storici e a non lasciarti trasportare troppo da un singolo segnale.
Ti Aiuta a Valutare i Rischi in Modo Razionale: Quando combini le probabilità iniziali con nuove informazioni, ottieni una visione più bilanciata.
Decidi Meglio con Informazioni Incomplete: Nel mondo reale, raramente hai certezze assolute. Il Teorema di Bayes ti dà una strategia per navigare l’incertezza.
Un Approccio Bayesiano alla Vita Finanziaria
Non devi essere un matematico per sfruttare il Teorema di Bayes. Anche solo chiederti “Quanto è probabile che questa notizia sia affidabile?” e “Che cosa mi dicono i dati storici?” può migliorare enormemente le tue decisioni.
Ad esempio:
Prima di acquistare un’azione, considera il tasso di successo storico di aziende simili.
Usa Bayes per capire se un segnale di mercato (come un’inversione della curva dei rendimenti) merita davvero attenzione o è solo rumore.
Conclusione
Il Teorema di Bayes è come uno strumento segreto che ti aiuta a separare il grano dalla pula nel mare di dati finanziari. Non devi fare calcoli complessi ogni volta (a meno che tu non voglia), ma anche solo pensare in termini bayesiani può trasformarti in un investitore più consapevole e razionale.
La prossima volta che sentirai qualcuno gridare “Compra subito, è un’opportunità unica!”, chiediti: Quanto è davvero probabile?. Magari scoprirai che a volte il miglior investimento è un pizzico di logica in più.
Che ne pensi? Sei pronto a provare un approccio bayesiano ai tuoi investimenti? 😊
il 3-Fund Portfolio: Una Strategia Semplice per Investire in Modo Efficace
Nel mondo della finanza personale, il 3-Fund Portfolio è una delle strategie più popolari e discusse. Nato dall’idea rivoluzionaria di John C. Bogle, fondatore di Vanguard e padre dei fondi indicizzati a basso costo, questo approccio è stato reso celebre dalla comunità di investitori nota come Bogleheads. Ma di cosa si tratta esattamente? E come possiamo applicarlo in Europa? Scopriamolo insieme.
Cosa È il 3-Fund Portfolio?
Il 3-Fund Portfolio si basa su un principio semplice: ottenere una diversificazione globale utilizzando solo tre strumenti finanziari. Questo approccio è pensato per ridurre i costi, semplificare la gestione e offrire una solida esposizione ai principali mercati mondiali. Ecco come si struttura:
1. Azioni di Mercati Nazionali
Rappresentano il mercato azionario del proprio paese e permettono di sfruttare la crescita economica domestica.
2. Azioni di Mercati Internazionali
Offrono diversificazione geografica, coprendo i mercati sviluppati globali.
3. Obbligazioni a Lungo Termine
Aggiungono stabilità al portafoglio e fungono da copertura contro la volatilità dei mercati azionari.
L’obiettivo è garantire una diversificazione globale con il minimo sforzo e costi contenuti.
Perché è così Popolare?
Il 3-Fund Portfolio ha guadagnato popolarità per diversi motivi:
• Diversificazione: Copre tutte le principali asset class, riducendo il rischio concentrato.
• Semplicità: Gestire solo tre strumenti lo rende ideale anche per gli investitori principianti.
• Bassi costi: Utilizza fondi indicizzati o ETF a basso costo, minimizzando le spese.
• Adattabilità: È flessibile e può essere personalizzato in base al profilo di rischio di ciascun investitore.
Creare un 3-Fund Portfolio in Europa
Se vivi in Europa, puoi applicare questa strategia utilizzando ETF UCITS, strumenti regolamentati che offrono vantaggi fiscali e sono disponibili sulle principali borse europee.
Azioni di Mercati Nazionali e Internazionali
Molti investitori europei preferiscono utilizzare un ETF globale per combinare in un unico strumento l’esposizione ai mercati sviluppati e nazionali. Due opzioni popolari sono:
• iShares Core MSCI World UCITS ETF (SWDA): Replica l’indice MSCI World, coprendo i mercati sviluppati globali.
• Vanguard FTSE All-World UCITS ETF (VWCE): Include anche i mercati emergenti, offrendo una copertura più completa.
Azioni di Mercati Emergenti
Se vuoi separare i mercati sviluppati dai mercati emergenti, puoi aggiungere un ETF dedicato:
• iShares MSCI Emerging Markets UCITS ETF (EIMI): Offre esposizione a economie in rapida crescita come Cina, India e Brasile.
Obbligazioni
Per la componente obbligazionaria, puoi scegliere strumenti in euro o con copertura valutaria per ridurre il rischio di cambio:
• Vanguard Global Bond UCITS ETF (hedged in EUR): Copre i mercati obbligazionari globali e protegge dal rischio di cambio.
• iShares Core Euro Government Bond UCITS ETF: Si concentra sui titoli di stato della zona euro.
Vantaggi e Limiti della Variante Europea
Vantaggi
• Accessibilità: Gli ETF UCITS sono quotati su borse europee come Euronext, Borsa Italiana o Xetra.
• Fiscalità vantaggiosa: Offrono spesso trattamenti fiscali favorevoli per gli investitori europei.
• Diversificazione globale: Con pochi strumenti ottieni un portafoglio ampiamente diversificato.
Limiti
• Cambio valutario: Molti ETF globali espongono l’investitore al rischio di cambio, poiché gli asset sottostanti sono spesso denominati in dollari.
• Costi di transazione: L’acquisto e la vendita di ETF comportano commissioni applicate dal broker.
• Costo del TER: Oltre ai costi di transazione, ogni ETF ha un Total Expense Ratio (TER). Sebbene spesso basso, questo costo interno riduce i rendimenti netti nel lungo termine.
Come Strutturare il Tuo 3-Fund Portfolio
La composizione del portafoglio può variare in base al tuo profilo di rischio. Un esempio per un investitore con un rischio moderato potrebbe essere:
• 60% Azioni Globali (SWDA o VWCE)
• 20% Azioni Mercati Emergenti (EIMI)
• 20% Obbligazioni Globali (Vanguard Global Bond)
Questa struttura offre un buon equilibrio tra crescita e stabilità. Se hai un approccio più prudente, puoi aumentare la quota obbligazionaria; al contrario, se sei più aggressivo, puoi ridurre o eliminare questa componente.
Il 3-Fund Portfolio è una strategia che ha conquistato molti investitori grazie alla sua semplicità e alla capacità di garantire una diversificazione globale a basso costo. Per gli investitori europei, gli ETF UCITS rappresentano un’opzione eccellente per adattare questa strategia alle normative locali e sfruttarne tutti i vantaggi. Semplice, efficace e versatile: il 3-Fund Portfolio è un’opzione da considerare per chi vuole investire in modo consapevole e senza complicazioni.