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Le Azioni Battono i Treasury Bills? Il Fascino e le Sorprese dello Studio di Hendrik Bessembinder

Quando si parla di investimenti a lungo termine, molti danno per scontato che il mercato azionario sia il modo migliore per generare ricchezza rispetto ai più sicuri Treasury bills. Ma cosa succede se ti dicessi che questa non è tutta la verità? Il celebre paper di Hendrik Bessembinder, Do Stocks Outperform Treasury Bills?, mette in discussione questa convinzione con dati che potrebbero sorprenderti.

La Scoperta Principale: Non Tutte le Azioni Sono Vincenti

Bessembinder ha analizzato le performance di tutte le azioni statunitensi quotate dal 1926 al 2016, confrontandole con i rendimenti dei Treasury bills. La scoperta chiave? Solo una piccola frazione delle azioni (circa il 4%) ha generato l’intero guadagno netto del mercato azionario. Questo significa che la maggior parte delle azioni ha reso meno o al massimo pari ai titoli di Stato a breve termine.

Perché Succede?

  • Distribuzione Asimmetrica dei Rendimenti
    La distribuzione dei rendimenti azionari è altamente sbilanciata. Alcune poche azioni forniscono rendimenti straordinari, mentre la maggioranza sottoperforma o addirittura perde valore nel lungo periodo.
  • Concentrazione dei Guadagni
    I guadagni del mercato azionario si concentrano in un piccolo numero di aziende di successo. Titoli di giganti come Apple, Microsoft e Amazon spesso fanno la differenza.

Lezioni per gli Investitori

  1. Diversificazione è la Chiave
    Dato che i rendimenti sono concentrati in poche azioni, un portafoglio diversificato aumenta le probabilità di includere titoli che sovraperformano.
  2. Stock Picking è Rischioso
    Tentare di scegliere singoli titoli vincenti è estremamente difficile. Gli investitori attivi rischiano di sottoperformare il mercato senza una strategia robusta.
  3. Focus sul Lungo Periodo
    Le azioni vincenti spesso emergono nel lungo termine. Pazienza e disciplina sono cruciali.

Cosa Significa per Te?

Lo studio di Bessembinder non smentisce la superiorità a lungo termine del mercato azionario rispetto ai Treasury bills, ma evidenzia che i rendimenti non sono distribuiti uniformemente. Per la maggior parte degli investitori, adottare una strategia passiva, come investire in fondi indicizzati, potrebbe essere la soluzione migliore per sfruttare la potenza dei mercati azionari senza assumersi rischi inutili.

Avantis Global Small Cap Value UCITS ETF: Investire nei Fattori per Crescita e Valore a Lungo Termine

L’Avantis Global Small Cap Value UCITS ETF è un fondo a gestione attiva che mira a ottenere un apprezzamento del capitale nel lungo termine investendo in un portafoglio diversificato di azioni e strumenti correlati emessi da società a piccola capitalizzazione nei paesi sviluppati.

Caratteristiche principali dell’ETF:

  • Gestione Attiva: A differenza degli ETF passivi che replicano un indice, questo fondo utilizza un approccio attivo per selezionare titoli con valutazioni basse e alta redditività, con l’obiettivo di sovraperformare l’indice MSCI World Small Cap Value.
  • Diversificazione Globale: Investe in società a piccola capitalizzazione situate in mercati sviluppati di tutto il mondo, offrendo agli investitori un’esposizione ampia e diversificata.
  • Politica di Accumulazione: I dividendi generati dalle partecipazioni vengono reinvestiti nel fondo, aumentando il valore delle quote nel tempo.
  • Commissioni Competitive: Presenta un TER (Total Expense Ratio) dello 0,39% annuo, posizionandosi come una soluzione efficiente in termini di costi per gli investitori.

L’importanza dei fattori nell’investimento:

L’investimento basato su fattori, noto come “factor investing”, è una strategia che mira a identificare e sfruttare specifiche caratteristiche dei titoli che possono influenzare i rendimenti. I principali fattori considerati includono:

  • Valore (Value): Si concentra su titoli sottovalutati dal mercato, con l’aspettativa che il loro prezzo aumenti nel tempo.
  • Dimensione (Size): Predilige società a piccola capitalizzazione, che storicamente hanno mostrato un potenziale di crescita superiore rispetto alle grandi aziende.
  • Qualità (Quality): Seleziona aziende con solidi fondamentali, come bassi livelli di indebitamento e utili stabili.
  • Momentum: Investire in titoli che hanno mostrato una performance positiva recente, con l’aspettativa che questa tendenza continui.

L’Avantis Global Small Cap Value UCITS ETF integra questi fattori nella sua strategia, ponendo particolare enfasi su società a piccola capitalizzazione con valutazioni basse e alta redditività. Questo approccio mira a catturare premi di rischio associati a tali fattori, offrendo agli investitori l’opportunità di ottenere rendimenti superiori nel lungo termine.

Considerazioni finali:

Per gli investitori interessati a diversificare il proprio portafoglio con un’esposizione a società a piccola capitalizzazione nei mercati sviluppati, l’Avantis Global Small Cap Value UCITS ETF rappresenta una soluzione interessante. La combinazione di una gestione attiva focalizzata su fattori di valore e qualità, insieme a commissioni competitive, lo rende un’opzione da considerare per chi cerca opportunità di crescita nel lungo periodo.

Le Commodities: Un Investimento da Considerare per il Lungo Periodo

Quando si parla di investimenti, è facile concentrarsi su azioni, obbligazioni o ETF. Ma c’è un intero mondo di opportunità che spesso viene trascurato: le commodities. Oro, petrolio, grano, rame… questi beni tangibili non sono solo alla base dell’economia globale, ma possono anche svolgere un ruolo fondamentale nella tua strategia di investimento a lungo termine. Oggi esploriamo perché le commodities meritano un posto nei tuoi portafogli finanziari, ispirandoci all’articolo “Commodities for the Long Run”.

Cosa Sono le Commodities?

Prima di tutto, una rapida definizione: le commodities sono beni materiali scambiati nei mercati globali. Si dividono in due categorie principali:

  1. Soft Commodities: Prodotti agricoli come grano, mais, caffè e zucchero.
  2. Hard Commodities: Risorse naturali come petrolio, gas naturale, oro e rame.

Questi beni hanno valore intrinseco e sono essenziali per l’industria e il consumo quotidiano. Ma perché investire in qualcosa che sembra così… “antico”?

Perché Investire in Commodities a Lungo Termine?

  1. Diversificazione
    Le commodities hanno una relazione spesso inversa rispetto alle azioni e alle obbligazioni. In parole semplici, quando i mercati azionari vacillano, il prezzo delle commodities potrebbe salire (o almeno non scendere tanto). Questo le rende un’ottima opzione per bilanciare il rischio nel tuo portafoglio.
  2. Protezione dall’Inflazione
    L’inflazione erode il potere d’acquisto, ma le commodities, essendo beni reali, tendono a salire di prezzo in periodi inflazionistici. Pensa al petrolio o al grano: quando l’inflazione colpisce, questi beni costano di più, e chi li possiede beneficia di un aumento di valore.
  3. Domanda Crescente
    Con l’aumento della popolazione mondiale e l’espansione delle economie emergenti, la domanda di risorse come energia, cibo e metalli è destinata a crescere. Investire in commodities significa posizionarsi su un trend globale a lungo termine.
  4. Opportunità di Rendimenti Interessanti
    Contrariamente alla credenza comune, le commodities possono generare rendimenti competitivi nel lungo periodo, soprattutto se combinate in un portafoglio ben bilanciato. Studi recenti hanno dimostrato che, in determinati periodi storici, i rendimenti delle commodities sono stati comparabili a quelli delle azioni.

Come Investire in Commodities?

Se l’idea di comprare barili di petrolio o lingotti d’oro non ti entusiasma, non preoccuparti: ci sono modi più semplici per investire in commodities.

  1. ETF sulle Commodities
    Gli ETF ti permettono di investire in un’intera categoria di commodities (ad esempio, energia o metalli preziosi) senza dover acquistare fisicamente i beni.
  2. Futures e Opzioni
    Strumenti derivati che permettono di speculare sui prezzi delle commodities. Attenzione: sono complessi e possono essere rischiosi per i principianti.
  3. Aziende Legate alle Commodities
    Puoi investire in azioni di aziende che estraggono, producono o commerciano commodities, come compagnie minerarie o energetiche.
  4. Fondi d’Investimento
    Alcuni fondi includono commodities nel loro mix, offrendoti un’esposizione indiretta.

Le Commodities Sono per Tutti?

Nonostante i vantaggi, le commodities non sono prive di rischi:

  • Volatilità: I prezzi delle commodities possono oscillare rapidamente a causa di fattori geopolitici, cambiamenti climatici o variazioni nella domanda e offerta.
  • Nessun Dividendo: Diversamente dalle azioni, le commodities non pagano dividendi. I tuoi guadagni dipendono interamente dall’apprezzamento del prezzo.

Tuttavia, se le consideri come parte di una strategia diversificata e le mantieni nel lungo periodo, possono essere un’aggiunta preziosa al tuo portafoglio.

Un’Evoluzione del Pensiero Finanziario

L’articolo “Commodities for the Long Run” ci insegna che le commodities non sono solo un’opzione tattica per cavalcare trend di breve termine. Al contrario, hanno un ruolo strategico in un portafoglio ben strutturato. La loro capacità di diversificare, proteggere dall’inflazione e rispondere ai cambiamenti globali le rende un alleato prezioso per chi investe con uno sguardo al futuro.

per chi fosse interessato a dare un occhiata al paper : https://www.nber.org/system/files/working_papers/w22793/w22793.pdf

Il Global Wealth Report 2024 di UBS: Cosa Dice sulla Ricchezza nel Mondo (e in Italia)

Ogni anno, il Global Wealth Report di UBS ci regala un’istantanea della ricchezza globale: quanto è cresciuta, dove è concentrata, e chi ne sta beneficiando di più. La versione 2024 non fa eccezione, offrendoci dati interessanti e qualche sorpresa. Vediamo insieme i punti salienti (con un occhio speciale all’Italia) e cosa significano per il nostro futuro finanziario.

1. La ricchezza globale è in ripresa

Dopo un difficile 2022 (con una contrazione del 3% della ricchezza mondiale), il 2023 ha segnato una ripresa, con un incremento del 4,2%.
Le regioni che hanno trainato questa crescita?

  • Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA): Crescita del 4,8%.
  • Asia-Pacifico (APAC): Crescita del 4,4%.

Questo significa che nonostante le sfide economiche globali, come l’inflazione e le tensioni geopolitiche, la ricchezza complessiva ha trovato il modo di crescere, grazie soprattutto a una ripresa nei mercati finanziari e immobiliari.

Cosa significa per noi?
Se stai investendo, potrebbe essere un buon momento per riconsiderare strategie di diversificazione che includano queste aree in espansione.

2. Dove sono i “portafogli più pesanti”?

La distribuzione della ricchezza varia notevolmente da una regione all’altra:

  • Gli adulti nell’area EMEA sono in cima alla lista, con una ricchezza media di 166.000 USD per persona.
  • Seguono gli adulti in Asia-Pacifico (156.000 USD) e quelli nelle Americhe (146.000 USD).

Questa disparità riflette non solo la forza economica delle diverse aree, ma anche il livello di accesso a opportunità finanziarie.

Cosa significa per noi?
Se vivi in Europa, potrebbe essere un incentivo a sfruttare al massimo le risorse disponibili, come consulenza finanziaria qualificata e accesso a strumenti di investimento avanzati.

3. La mobilità della ricchezza: c’è speranza!

Uno dei dati più ottimistici del rapporto riguarda la mobilità economica. Secondo UBS:

  • Circa 1 persona su 3 sale a una fascia di ricchezza superiore entro un decennio.
  • Più del 60% di chi inizia in fasce basse riesce a migliorare la propria situazione finanziaria entro 30 anni.

Cosa significa per noi?
Con il giusto mix di risparmio, investimento e formazione, è possibile migliorare la propria posizione economica. In altre parole, anche se non nasci ricco, hai buone possibilità di costruire una maggiore ricchezza nel tempo.

4. Il grande trasferimento di ricchezza

Nei prossimi 20-25 anni, si prevede un trasferimento epocale di 83,5 trilioni di USD, soprattutto grazie alle successioni. Una parte significativa di questa ricchezza passerà tra coniugi, favorendo in particolare le donne (grazie alla loro maggiore aspettativa di vita).

Cosa significa per noi?
Se hai un patrimonio da trasferire, pianifica in anticipo! Strumenti come testamenti, trust e consulenze patrimoniali possono aiutarti a massimizzare il passaggio generazionale evitando imposte e problemi legali.

5. L’Italia: luci e ombre

Nel nostro Paese, il 2023 non è stato un anno brillante. La ricchezza media per adulto è diminuita del 4%, con un calo più marcato se misurata in euro. Inoltre:

  • I beni finanziari (azioni, obbligazioni, ecc.) rappresentano solo il 45% del patrimonio totale degli italiani, contro percentuali più alte in altri Paesi.
  • I debiti sono tra i più bassi d’Europa (solo l’8% del patrimonio lordo), ma questo potrebbe indicare anche una scarsa propensione a investire e prendere rischi calcolati.

Cosa significa per noi?
In Italia, c’è ancora molta strada da fare per sfruttare al meglio i mercati finanziari. Una maggiore educazione finanziaria e l’adozione di strategie di investimento potrebbero migliorare la situazione.

Conclusione: cosa possiamo imparare dal Global Wealth Report 2024?

Il rapporto ci dice che la ricchezza globale sta crescendo, ma non in modo uniforme. Alcune regioni (e gruppi di persone) stanno facendo meglio di altre, ma ci sono segnali positivi anche per chi parte da una posizione meno vantaggiosa.

Per sfruttare al meglio queste tendenze, ecco alcuni consigli pratici:

  1. Diversifica i tuoi investimenti: Considera non solo l’Italia, ma anche aree in crescita come APAC ed EMEA.
  2. Pianifica il tuo futuro patrimoniale: Che si tratti di trasferimenti generazionali o di risparmi, non lasciare nulla al caso.
  3. Sii ottimista, ma preparato: La mobilità della ricchezza è possibile, ma richiede impegno e conoscenza.

“Gestire la tua ricchezza è come costruire un ponte: prima devi avere il progetto giusto (informarti), poi iniziare a posare le pietre (agire)!”

Per una lettura completa del rapporto, è possibile consultare il documento ufficiale Qui.

Dopo una lettura del genere vi potrebbe piacere un articoletto tradotto , trovato su reddit che in parla in maniera abbastanza approfondita e gossippara sula ricchezza . QUI

La Teoria del Portafoglio di Markowitz: Come Costruire un Investimento che Lavora per Te

Quando si parla di investimenti, una delle domande più comuni è: “Come faccio a scegliere dove mettere i miei soldi?”. La risposta, spesso, non è semplice. Fortunatamente, Harry Markowitz, un premio Nobel, ha ideato un metodo che può aiutare chiunque a capire come costruire un portafoglio d’investimento “intelligente”. Oggi ti spiego la sua Teoria del Portafoglio, in modo semplice e pratico.

Cos’è la Teoria del Portafoglio?

Immagina di avere un carrello della spesa. Dentro puoi mettere diversi tipi di frutta: mele, banane, arance. Se scegli solo mele e capita un problema (es. una cattiva stagione delle mele), tutto il tuo carrello ne risente. Ma se diversifichi, aggiungendo banane e arance, anche se le mele vanno male, hai comunque altre opzioni a sostenerti.

Ecco, la teoria di Markowitz si basa su questa idea di diversificazione: non mettere tutte le uova nello stesso paniere. Scegliere asset diversi (azioni, obbligazioni, ETF, ecc.) può aiutarti a ridurre il rischio senza dover rinunciare al rendimento.

Come Funziona?

Markowitz ha dimostrato che non conta solo scegliere “investimenti buoni”, ma come questi lavorano insieme. Due concetti chiave ti aiutano a capire:

  1. Rendimento atteso:
    Questo è ciò che speri di guadagnare da un investimento. Ad esempio, un’azione potrebbe avere un rendimento atteso del 7%, mentre un’obbligazione magari solo del 3%. Un portafoglio combinato potrebbe offrirti un rendimento medio interessante.
  2. Rischio:
    Non esiste investimento senza rischio (nemmeno tenere i soldi sul conto corrente lo è, grazie all’inflazione). Il rischio è misurato dalla volatilità, ovvero quanto un investimento può oscillare. Markowitz ci insegna che combinando investimenti con rischi diversi, e soprattutto con correlazioni basse (cioè che non si muovono nello stesso modo), possiamo costruire un portafoglio che limita le oscillazioni negative.

La Frontiera Efficiente: La Mappa degli Investimenti Perfetti

Markowitz ha creato un concetto geniale: la frontiera efficiente. Immagina una curva che rappresenta i portafogli migliori possibili. Ogni punto sulla curva offre il massimo rendimento per un determinato livello di rischio. Tutto quello che sta sotto la curva? Non è ottimale: stai prendendo troppo rischio per un rendimento troppo basso.

Per essere sulla frontiera efficiente, devi scegliere combinazioni di investimenti che lavorano bene insieme. Questo non significa inseguire solo i rendimenti più alti, ma anche proteggerti quando le cose vanno male.

Perché Dovresti Usare la Teoria di Markowitz?

  1. Minimizza i rischi inutili:
    Non puoi evitare del tutto il rischio, ma puoi gestirlo in modo intelligente.
  2. Pianifica in base ai tuoi obiettivi:
    Sei giovane e puoi permetterti di correre più rischi? Oppure sei vicino alla pensione e vuoi stabilità? La teoria ti aiuta a scegliere il mix giusto per te.
  3. Sfrutta la diversificazione:
    Investire in asset non correlati è come avere una rete di sicurezza. Se un investimento scende, gli altri possono compensare.

Un Esempio Pratico

Supponiamo tu voglia investire 10.000€. Seguendo la teoria di Markowitz, potresti distribuirli così:

  • 50% in un ETF che replica l’indice Ftse All World
  • 30% in obbligazioni governative a basso rischio
  • 20% in un ETF che investe nei mercati emergenti (azioni ad alto rischio ma con potenziale rendimento elevato)

Questa distribuzione bilancia il rischio con il rendimento atteso, ed è un esempio di diversificazione.

Consigli per Applicare la Teoria nella Vita Reale

  1. Impara a conoscere i tuoi investimenti: Prima di scegliere dove mettere i tuoi soldi, informati. Sapere se due asset sono correlati o meno è fondamentale.
  2. Rivedi regolarmente il tuo portafoglio: Le cose cambiano: i mercati, le tue esigenze, i tuoi obiettivi. Assicurati che il tuo portafoglio sia sempre “efficiente”.
  3. Chiedi aiuto se necessario: Non serve essere un esperto in matematica finanziaria. Esistono consulenti finanziari e strumenti online che possono aiutarti a costruire un portafoglio ben diversificato.

In Conclusione

La teoria del portafoglio di Markowitz non è solo per i professionisti della finanza: chiunque può usarla per prendere decisioni migliori sui propri investimenti. Ricorda, il segreto non è inseguire il guadagno a tutti i costi, ma costruire un piano che sia stabile e ti permetta di dormire sereno la notte. Perché, alla fine, investire non è solo una questione di numeri, ma anche di equilibrio e tranquillità.

Il Portafoglio 60/40: Equilibrio Perfetto tra Crescita e Stabilità

Il portafoglio 60/40 è una delle strategie di investimento più popolari e collaudate. Ideale per investitori che cercano un equilibrio tra crescita e stabilità, questo approccio prevede di allocare il 60% del capitale in azioni e il 40% in obbligazioni. Utilizzando ETF globali, puoi costruire un portafoglio efficiente, diversificato e ottimizzato per i mercati internazionali.

Cos’è il Portafoglio 60/40?

Il portafoglio 60/40 si basa su un principio semplice:

  • 60% Azioni: Per generare crescita a lungo termine.
  • 40% Obbligazioni: Per ridurre la volatilità e proteggere il capitale nei periodi di crisi.

Questo mix bilanciato offre una buona esposizione al mercato azionario globale, garantendo al contempo una protezione contro le fluttuazioni grazie alle obbligazioni.

Vantaggi del Portafoglio 60/40

  1. Semplicità: È facile da implementare e gestire.
  2. Diversificazione: Con ETF globali, investi in migliaia di azioni e obbligazioni in tutto il mondo.
  3. Bilanciamento del Rischio: La componente obbligazionaria compensa la volatilità delle azioni.
  4. Adatto a Diversi Profili di Investitore: Ideale per chi cerca un mix tra crescita e stabilità.

Come Creare un Portafoglio 60/40 con ETF UCITS

Per costruire il portafoglio, puoi utilizzare due ETF globali: uno per la componente azionaria e uno per la componente obbligazionaria.

Componente Azionaria: ETF Azionario Globale

  • Esempio ETF: iShares MSCI World UCITS ETF (Acc)
    • Ticker: SWDA
    • Fondo: Replica le performance dell’indice MSCI World, composto da oltre 1.500 società di paesi sviluppati.
    • Costo Totale Annuale (TER): Circa 0,20%.
    • Caratteristiche:
      • Esposizione diversificata in settori e aree geografiche.
      • Ottimo per catturare la crescita del mercato azionario globale.

Componente Obbligazionaria: ETF Obbligazionario Globale

  • Esempio ETF: Vanguard Global Aggregate Bond UCITS ETF (Hedged USD)
    • Ticker: VAGF
    • Fondo: Replica il Bloomberg Global Aggregate Bond Index, un paniere diversificato di obbligazioni governative e societarie globali.
    • Costo Totale Annuale (TER): Circa 0,10%.
    • Caratteristiche:
      • Include obbligazioni governative e corporate.
      • La copertura valutaria (hedging) riduce il rischio di cambio.

Allocazione e Bilanciamento

Allocazione Iniziale

  • 60%: Investi in iShares MSCI World UCITS ETF (SWDA).
  • 40%: Investi in Vanguard Global Aggregate Bond UCITS ETF (VAGF).

Conclusione

Il portafoglio 60/40, costruito con ETF globali come l’iShares MSCI World UCITS ETF e il Vanguard Global Aggregate Bond UCITS ETF, rappresenta una strategia semplice ma efficace per investire nei mercati internazionali. È ideale per chi cerca una soluzione diversificata e bilanciata, con il potenziale di rendimenti stabili nel lungo termine.

Se sei un investitore alle prime armi o un esperto che cerca un approccio consolidato, questo portafoglio può essere un’ottima scelta per costruire il tuo futuro finanziario.

Si può optare per un ETF azionario globale come il FTSE All World o lo SPDR ACWI IMI per ottenere una maggiore diversificazione azionaria, includendo anche i mercati emergenti. Allo stesso modo, per la componente obbligazionaria, è possibile scegliere un ETF come l’iShares Global Government Bond, ideale per chi desidera escludere la parte corporate e concentrarsi esclusivamente su titoli di stato, garantendo così una maggiore stabilità e protezione dal rischio di credito. Questa flessibilità consente di costruire un portafoglio personalizzato, bilanciato e diversificato.

Larry Swedroe: Il Guru degli Investimenti che Devi Conoscere

Ehi, ti sei mai chiesto come gestire i tuoi soldi senza farti prendere dal panico o inseguire l’ultima “grande occasione” che poi si rivela una fregatura? Se sì, allora ti presento Larry Swedroe, il vero MVP (Most Valuable Player) del mondo degli investimenti.

Swedroe non è uno di quei guru che gridano “compra qui, vendi lì!” su YouTube. No, lui è il tipo tranquillo, quello che condivide strategie intelligenti, basate sui dati, che funzionano davvero. Non roba complicata da Wall Street, ma soluzioni semplici, smart e applicabili a chiunque.

Chi Diavolo è Larry Swedroe?

Larry è un pezzo grosso di Buckingham Wealth Partners, un’azienda che si occupa di consulenza finanziaria. Ma la cosa più figa è che ha scritto una valanga di libri per insegnare a persone come te (e me) a investire senza diventare matti.

Il suo mantra? Fondi indicizzati, diversificazione e pazienza. Niente speculazioni folli o scommesse rischiose. Larry è tutto per la strategia “slow and steady wins the race” (traduzione: piano piano si arriva lontano).

Perché Ti Serve Larry Nella Tua Vita?

Swedroe è il tipo che dice pane al pane e vino al vino. Secondo lui, investire è semplice (ma non facile) e la chiave del successo sta nell’evitare errori stupidi, tipo:

  • Provare a “prevedere il mercato” (spoiler: non funziona).
  • Pagare commissioni assurde per prodotti finanziari che non servono.
  • Farsi prendere dal panico al primo calo del mercato.

Se ti sembra noioso, fidati: il suo approccio ti fa risparmiare un sacco di soldi e mal di testa.

Cosa Leggere: “The Only Guide to a Winning Investment Strategy You’ll Ever Need”

Se c’è un libro di Larry che devi leggere, è questo. Il titolo è lungo, ma il concetto è semplice: ti insegna come costruire un portafoglio che funziona senza diventare uno schiavo dei mercati.

Punti salienti del libro:

  • Diversifica e campa sereno: Non mettere tutte le uova nello stesso paniere (o in un’unica azione).
  • Non cercare di battere il mercato: È come sfidare Usain Bolt a una gara di velocità. Meglio seguire il flusso con fondi indicizzati.
  • Tieni i costi bassi: Quei piccoli numeri nelle commissioni? Possono diventare mostri che divorano i tuoi rendimenti nel tempo.

Perché Larry È il Tuo Nuovo Migliore Amico Finanziario

Larry Swedroe è come quell’amico saggio che non ti dice cosa fare, ma ti spiega come funziona davvero il gioco. Non cerca di venderti nulla, ma ti insegna a pensare da investitore intelligente.

Con lui capisci che investire non è una corsa ad ostacoli, ma una maratona. E il bello? Puoi iniziare anche con zero esperienza e fare meglio del 90% di chi si affida al “guru” di turno.

Harry Potter and the Methods of Rationality

Se sei un appassionato del mondo di Harry Potter ma desideri un’esperienza completamente diversa, Harry Potter and the Methods of Rationality(HPMOR) di Eliezer Yudkowsky potrebbe sorprenderti e affascinarti. Questo fanfiction non è solo una riscrittura della storia originale, ma una profonda esplorazione del pensiero logico, della scienza e della razionalità, il tutto incastonato nell’amato mondo magico di J.K. Rowling.

Un Harry Potter diverso

Il punto di partenza di Harry Potter and the Methods of Rationality è completamente nuovo: qui, la zia Petunia non ha sposato Vernon Dursley, bensì un brillante professore di Oxford, il quale ha cresciuto Harry in un ambiente colmo di libri, scienza e pensiero critico. Harry cresce quindi come un giovane genio, affamato di conoscenza e con un innato spirito scientifico. Quando riceve la sua lettera per Hogwarts, non è solo un ragazzo curioso, ma un giovane razionalista armato di una logica implacabile, pronto a esplorare il mondo magico con gli strumenti della scienza.

 I temi centrali: razionalità e scienza

A differenza della serie originale, dove la magia viene spesso accettata come qualcosa di misterioso e incontrollabile, in HPMOR la magia viene interrogata, sperimentata e analizzata da Harry. Il protagonista cerca costantemente di applicare i principi scientifici alla magia, per comprenderne le regole e i limiti. Questo approccio crea momenti di grande intelligenza narrativa, dove Harry sviluppa esperimenti complessi, formula ipotesi e critica duramente tutto ciò che non rispetta i principi della logica.

La storia si muove quindi su un piano in cui non c’è solo la lotta tra il bene e il male, ma una continua ricerca di comprensione del mondo, con un’attenzione particolare all’intelligenza umana e al suo potenziale di migliorare il futuro. L’intera narrazione sfida il lettore a pensare in modo più razionale e critico, sollevando domande fondamentali sulla morale, la scienza e la natura della conoscenza.

Caratterizzazione: un cast di personaggi evoluti

I personaggi principali del mondo di Harry Potter vengono qui completamente ri-immaginati. Harry stesso è più calcolatore, meno impulsivo, e pone domande che un tipico undicenne non si farebbe. Hermione è altrettanto brillante, ma la sua ricerca della perfezione è contrastata dall’ansia di non essere mai abbastanza brava rispetto agli standard che si impone. Draco Malfoy, invece, diventa un rivale intellettuale e un compagno di dibattiti, spostando il conflitto dalla pura competizione magica a un confronto ideologico.

Anche i professori di Hogwarts sono rappresentati in modo nuovo. Albus Silente, per esempio, appare molto più enigmatico e sfaccettato, un maestro della manipolazione strategica che guida Harry lungo un percorso difficile di crescita e saggezza. Severus Piton, pur mantenendo la sua complessità, viene esplorato a fondo nel suo lato razionale e nel suo essere un pensatore estremamente calcolatore.

Conflitti e strategie

Un altro punto saliente del libro è come HPMOR esplori il concetto di strategia e tattica in modo molto più dettagliato rispetto all’originale. Le battaglie non si vincono solo con bacchette magiche, ma anche con astuzia, psicologia e piani ben ponderati. Harry si distingue per la sua abilità di anticipare le mosse degli avversari e di trovare soluzioni non convenzionali ai problemi, spesso usando la teoria dei giochi e la psicologia comportamentale.

Un esempio di questo è la sua interazione con Voldemort, dove il conflitto non si riduce a un semplice scontro di magia, ma diventa una battaglia intellettuale e filosofica, in cui entrambi i personaggi cercano di sfruttare le debolezze logiche dell’altro.

Il messaggio dietro la magia

Uno degli aspetti più interessanti di HPMOR è il suo messaggio di fondo: non basta avere il potere per cambiare il mondo, ma bisogna avere la comprensione di come usarlo in modo efficace. Questo è un concetto che risuona attraverso tutto il libro e che lo rende molto più di una semplice avventura fantasy. È una riflessione sul potenziale umano e sul modo in cui la razionalità e la scienza possono migliorare la vita delle persone, anche in un contesto apparentemente “magico”.

Un’esperienza intellettuale unica

In conclusione, Harry Potter and the Methods of Rationality è un’opera affascinante per chiunque sia interessato a un approccio più intellettuale e scientifico alla narrativa fantasy. Non è solo una riscrittura della storia di Harry Potter, ma un’esplorazione di come la logica e il pensiero critico possano cambiare la nostra visione del mondo. La narrazione di Yudkowsky è ricca di riferimenti alla filosofia, alla scienza e alla psicologia, rendendola un’avventura che non solo intrattiene, ma che stimola profondamente il pensiero.

Se ti appassiona la scienza, la razionalità, o semplicemente ami riflettere sulle grandi questioni della vita, questo libro potrebbe essere la lettura perfetta per te.

sito web dove è possibile trovare la traduzione in Italiano

Equal-weight ETFs gain popularity in Q3, Morningstar report finds

Gli investitori sono preoccupati per l’eccessiva concentrazione negli indici ponderati per capitalizzazione.

Gli ETF Equal weight hanno attirato un forte interesse nel terzo trimestre, poiché gli investitori erano preoccupati per l’eccessiva concentrazione nel mercato azionario, secondo l’European ETF Asset Flows Update di Morningstar.

Sebbene gli ETF azionari statunitensi a grande capitalizzazione rimangano l’esposizione preferita del mercato, le alternative a ponderazione uguale hanno registrato forti afflussi dopo la volatilità del mercato a luglio e agosto.

I fondi che replicano l’indice S&P 500 Equal Weight hanno attirato consistenti flussi, con tre fondi apparsi nella top 10 della categoria US Large-Cap Blended Equity per il terzo trimestre.

L’ETF Xtrackers S&P500 Equal Weight (XDEW), l’ETF iShares S&P 500 Equal Weight (ESWP) e l’ETF XTrackers S&P 500 Equal Weight ESG (XSZP) hanno registrato afflussi netti rispettivamente di 2,1 miliardi di euro, 1,4 miliardi di euro e 1,1 miliardi di euro durante il trimestre.

Infatti, XDEW ed ESWP hanno guidato le classifiche degli afflussi della categoria a settembre, indicando una rinnovata domanda per questa strategia a seguito della volatilità estiva.

Questo segna una svolta per gli ETF equal weight, che nel secondo trimestre hanno faticato a registrare domanda. XDEW ha subito deflussi netti nel trimestre, mentre ESWP e XSXP hanno visto afflussi limitati.

Jose Garcia-Zarate, direttore associato delle strategie passive presso Morningstar, ha dichiarato che il rinnovato interesse per gli Etf eqaul weight e ‘suggerisce che alcuni investitori stanno diventando cauti riguardo l’elevata concentrazione nelle azioni tecnologiche presenti nei benchmark tradizionali ponderati per capitalizzazione di mercato’.

Articolo orginale di Toby Lawes : https://www.etfstream.com/articles/equal-weight-etfs-gain-popularity-in-q3-morningstar-report-finds

The hidden risks of synthetic ETFs

Gli ETF sintetici sono molto migliori rispetto alla loro reputazione. Tuttavia, possono comportare alcuni rischi reputazionali “nascosti” che potrebbero renderli difficili da allocare.

Gli ETF sintetici erano una scelta popolare per i fornitori di prodotti prima della Crisi Finanziaria Globale (GFC), poiché il rischio controparte incorporato veniva considerato puramente teorico.

I vantaggi in termini di prezzo, derivanti da un trattamento fiscale più favorevole per le partecipazioni statunitensi, erano un fattore troppo interessante per essere ignorato. Ai sensi della sezione 871(m) del HIRE Act, gli indici sintetici con mercati di futures liquidi sono esplicitamente esclusi dall’obbligo di pagare le tasse sulle ritenute sui dividendi.

Nel frattempo, gli ETF fisici domiciliati in Irlanda sono soggetti a una ritenuta del 15% sui dividendi statunitensi, mentre altre giurisdizioni, come il Lussemburgo, pagano il 30%.

Quando il rischio controparte legato ai derivati è diventato centrale durante la crisi finanziaria, quei vantaggi hanno perso appeal per gli investitori. Gli avvertimenti del Fondo Monetario Internazionale, che discreditavano gli ETF sintetici come potenziale fonte di instabilità durante le turbolenze di mercato, hanno avuto un impatto duraturo. Di conseguenza, la quota di mercato degli ETF sintetici è scesa dal 40% circa pre-2008 a meno del 15% oggi.

Scommettendo su investitori disposti a ricalibrare il loro processo di selezione, abbiamo assistito recentemente al lancio di nuovi ETF sintetici da parte di giganti come BlackRock. Ora, i contratti swap incorporati sono spesso suddivisi tra diverse controparti, bilanciando meglio i rischi rispetto al passato.

Un effetto collaterale positivo: gli swap vengono oggi scambiati solo dopo una competizione tra le banche per il miglior prezzo. Pertanto, anche i termini economici di questi swap sono migliorati.

Un vantaggio fiscale strutturale, un rischio controparte più bilanciato e prezzi migliorati dovrebbero essere una combinazione irresistibile, almeno in teoria.

Tuttavia, ciò che viene spesso trascurato è il rischio reputazionale nascosto, derivante dalla natura degli swap utilizzati all’interno degli ETF. Questo rischio potrebbe superare qualsiasi altro vantaggio e rappresentare il principale ostacolo al ritorno degli ETF sintetici al loro antico splendore.

Di solito, gli ETF sintetici scambiano swap in cui la controparte dello swap paga all’ETF il rendimento dell’indice, inclusi tutti i dividendi. In cambio, la controparte dello swap riceve una commissione e il rendimento di un portafoglio di garanzie.

Pertanto, i fondi di un ETF sintetico non sono investiti direttamente nell’indice replicato, ma in un paniere di titoli che funge da garanzia per la controparte dello swap. Questo portafoglio di garanzie raramente coincide con l’indice replicato: ad esempio, un ETF sintetico su azioni europee potrebbe contenere azioni giapponesi nel portafoglio di garanzie.

La composizione del paniere di garanzie dipende solitamente dalle esigenze di finanziamento della controparte dello swap, e qui può sorgere un problema. Sebbene esistano criteri di base su che tipo di garanzia sia accettabile, la composizione del paniere di garanzie può cambiare costantemente.

Questo potrebbe portare a situazioni in cui società che non rispettano gli impegni in materia di Principal Adverse Impacts (PAI) definiti dal Regolamento europeo SFDR potrebbero essere incluse nel paniere di garanzie. Gli investimenti legati ai fondi ESG (Articolo 8 e 9 del SFDR) considerano la maggior parte dei 18 PAI esistenti, quindi detenere garanzie non coerenti con questi impegni può rappresentare una minaccia reputazionale.

Sebbene gli esperti tecnici potrebbero minimizzare il problema sostenendo che il portafoglio di garanzie è solo una garanzia e non un investimento attivo, esiste una corrente di pensiero secondo cui l’uso di azioni “non ESG” come garanzia potrebbe comunque contribuire al finanziamento di queste società.

Poiché il rischio di essere associati a pratiche di greenwashing è elevato, i gestori di fondi devono valutare attentamente le loro opzioni per evitare accuse di questo tipo.

Possibili soluzioni

  1. Non fare nulla e basarsi sull’esposizione economica dell’ETF come parametro principale per valutare il rispetto delle politiche ESG. Tuttavia, i rischi reputazionali restano rilevanti e potrebbe essere difficile difendersi da accuse di greenwashing.
  2. Implementare controlli continui per monitorare il portafoglio di garanzie. Questo sarebbe relativamente semplice per il fornitore, ma potrebbe risultare difficile e costoso per i distributori, poiché la composizione del portafoglio di garanzie può cambiare costantemente.
  3. Insistere affinché il fornitore dell’ETF includa filtri adeguati nei contratti di swap per garantire che solo determinati titoli siano accettati come garanzie. Anche in questo caso, i distributori dovrebbero comunque implementare controlli.
  4. Infine, si potrebbe concludere che, nonostante i benefici prestazionali degli ETF sintetici, il rischio reputazionale e gli sforzi necessari per mitigare tali rischi non valgano la pena.

Articolo orginale di Stephan Kemper and Kolja Wagner : https://www.etfstream.com/articles/the-hidden-risks-of-synthetic-etfs