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Le Distorsioni Cognitive degli Investitori e i Misteri del Mercato Azionario

Nel mondo degli investimenti, spesso si parla di razionalità e numeri. Tuttavia, le emozioni e le aspettative degli investitori giocano un ruolo cruciale nel determinare i prezzi delle azioni e nell’influenzare il comportamento del mercato. Un recente studio intitolato “Belief Overreaction and Stock Market Puzzles” ha esplorato proprio questo aspetto, fornendo interessanti spunti per comprendere alcune anomalie del mercato azionario.

Cosa ci insegna lo studio

Il paper analizza come le aspettative degli investitori, specialmente quelle legate alla crescita degli utili futuri delle aziende, tendano a essere spesso sovrastimate dopo notizie positive. Questo fenomeno, chiamato “sovra-reazione delle credenze” (belief overreaction), porta gli investitori a esagerare il potenziale di crescita a lungo termine di alcune aziende, con il risultato che i prezzi delle azioni diventano temporaneamente sopravvalutati.

Ma cosa succede dopo? Quando la realtà non riesce a soddisfare queste aspettative eccessive, i mercati si correggono, spesso portando a rendimenti futuri inferiori rispetto a quanto previsto. Questo schema non riguarda solo il mercato azionario nel suo complesso, ma anche singole aziende, evidenziando una tendenza sistematica.

Perché è importante per gli investitori personali

Lo studio sottolinea come la psicologia degli investitori possa creare opportunità e rischi per chi investe nel mercato. Ecco alcune lezioni pratiche:

1. Non lasciarti guidare dalle emozioni

Le notizie positive su un’azienda o un settore possono generare entusiasmo, ma è importante mantenere una prospettiva equilibrata. Le aspettative esagerate rischiano di portare a decisioni impulsive e a prezzi che non riflettono il reale valore dell’investimento.

2. Fai attenzione alla “moda” del momento

Spesso, i mercati possono essere influenzati da trend temporanei o da un eccesso di ottimismo su certe aziende o settori. Come investitore, è utile chiederti se il prezzo di un’azione rispecchia effettivamente le sue prospettive di crescita realistiche.

3. Considera il lungo termine

Il mercato azionario premia chi adotta un approccio paziente e basato sui fondamentali. Le distorsioni a breve termine create dall’eccesso di ottimismo si correggono nel tempo, e chi investe guardando al lungo periodo può beneficiare di queste correzioni.

Un nuovo approccio per comprendere il mercato

Questo studio offre una prospettiva interessante su alcune anomalie dei mercati finanziari, spesso difficili da spiegare con i soli modelli economici tradizionali. Ad esempio:

Prezzi troppo alti, rendimenti futuri bassi: Quando i prezzi delle azioni salgono rapidamente in seguito a un’ondata di ottimismo, spesso non si traducono in guadagni sostenibili nel lungo termine.

Errori prevedibili: Le aspettative degli investitori non sono sempre razionali e tendono a ripetersi nel tempo, creando opportunità per chi riesce a mantenere la calma nei momenti di euforia.

Come utilizzare queste conoscenze nel tuo portafoglio

Per chi investe nel mercato azionario, ci sono alcuni semplici consigli pratici derivati da queste osservazioni:

1. Affidati ai dati, non solo alle emozioni: Valuta un’azienda basandoti su analisi approfondite e su metriche fondamentali come utili, fatturato e prospettive di crescita.

2. Diversifica il portafoglio: Non puntare tutto su un settore o su un’azienda in base a notizie o trend temporanei. La diversificazione ti protegge dalle correzioni di mercato.

3. Preparati alle correzioni: Ricorda che i mercati sono ciclici e che le fasi di euforia possono essere seguite da momenti di disillusione. Sii pronto ad approfittare di queste oscillazioni per investire a prezzi più bassi.

Conclusione

Il mercato azionario non è solo numeri e analisi, ma anche psicologia. Lo studio “Belief Overreaction and Stock Market Puzzles” dimostra quanto sia importante per gli investitori riconoscere e gestire le proprie aspettative. Mantenere un approccio razionale e informato, evitando di farsi trascinare dall’euforia o dal panico, è la chiave per navigare con successo le sfide e le opportunità del mercato.

Se vuoi approfondire, ricorda che l’educazione finanziaria è il tuo migliore alleato per costruire una strategia di investimento solida e sostenibile.

Lo Zainetto fiscale spiegato (il resto? Google è vostro amico)

Lo Zainetto Fiscale: Come Funziona e Come Recuperare le Minusvalenze

Investire nei mercati finanziari può essere un po’ una montagna russa: un giorno guadagni, il giorno dopo potresti perdere. Ma non preoccuparti, c’è un piccolo trucco chiamato zainetto fiscale che può aiutarti a trasformare quelle perdite in un vantaggio fiscale! Ecco come funziona e come puoi utilizzarlo al meglio.

Cos’è lo Zainetto Fiscale?

Immagina lo zainetto fiscale come un salvadanaio virtuale dove metti tutte le minusvalenze (perdite) che accumuli con i tuoi investimenti. Queste minusvalenze possono essere utilizzate per ridurre le tasse sui guadagni futuri per i successivi quattro anni. E la cosa migliore? Questo zainetto è portabile, quindi ti segue anche se decidi di cambiare banca o broker.

Ad esempio, supponiamo che tu venda azioni in perdita per un valore di 2.000 euro. Queste perdite verranno archiviate nel tuo zainetto fiscale e potranno essere usate per compensare i guadagni futuri, riducendo così la tassazione.

Come Compensare le Minusvalenze?

Quando vendi un investimento e perdi soldi, questa perdita (minusvalenza) può essere utilizzata per ridurre le tasse sui futuri guadagni (plusvalenze). In Italia, l’aliquota fiscale sui guadagni di capitale è del 26%. Grazie allo zainetto fiscale, puoi compensare parte o tutta questa tassazione usando le perdite accumulate.

Regole di Compensazione:
  • Validità temporale: Le minusvalenze sono valide per quattro anni dalla loro registrazione. Dopo questo periodo, se non le hai utilizzate, scadono.
  • Compensazione per categorie: Puoi compensare le minusvalenze solo con guadagni provenienti da strumenti finanziari che generano redditi dello stesso tipo, ovvero i cosiddetti redditi diversi.

Strumenti per Recuperare le Minusvalenze

Non tutti gli strumenti finanziari ti permettono di compensare le perdite. Ecco una panoramica di quelli che invece lo consentono:

1. Azioni
Le azioni sono tra gli strumenti più comuni che permettono di compensare minusvalenze. Ad esempio, se hai perso 1.000 euro vendendo azioni oggi, puoi usare questa perdita per compensare un futuro guadagno di 5.000 euro derivante dalla vendita di altre azioni. In questo caso, pagherai il 26% solo sui 4.000 euro netti.

2. Obbligazioni
Anche le obbligazioni permettono la compensazione, ma con una precisazione: il reddito deve essere di tipo compensabile. Se l’obbligazione genera redditi da capitale, come cedole non tassabili in questa modalità, la compensazione non è possibile.

3. Certificati e Covered Warrant
Questi strumenti derivati sono ideali per recuperare le perdite perché generano redditi diversi, consentendo la compensazione delle minusvalenze.

4. ETN (Exchange Traded Notes)
Gli ETN sono simili agli ETF ma con una grande differenza: permettono di compensare minusvalenze. Se vuoi investire in strumenti indicizzati e hai bisogno di recuperare perdite, gli ETN rappresentano una valida alternativa agli ETF.

Gli ETF e la Non Compensazione

Gli ETF (Exchange Traded Funds), sebbene siano molto popolari, non consentono la compensazione delle minusvalenze. Questo accade perché gli ETF generano principalmente redditi di capitale, che non possono essere utilizzati per compensare le minusvalenze registrate come redditi diversi.

Cosa Significa in Pratica?
Se hai registrato una perdita dalla vendita di azioni o altri strumenti compensabili, non potrai usarla per ridurre le tasse sui guadagni derivanti dagli ETF. Questo aspetto è cruciale per chi vuole ottimizzare il proprio portafoglio anche dal punto di vista fiscale.

Trasferire lo Zainetto Fiscale

Una delle caratteristiche più utili dello zainetto fiscale è che è trasferibile. Se decidi di cambiare intermediario finanziario, le minusvalenze accumulate possono essere portate con te al nuovo broker o banca.

Come Fare?
  1. Comunica al vecchio intermediario la tua intenzione di trasferire il portafoglio.
  2. Verifica che venga incluso anche il trasferimento dello zainetto fiscale.
  3. Accertati che il nuovo intermediario abbia registrato correttamente i tuoi crediti fiscali.

Strategie per Sfruttare al Massimo lo Zainetto Fiscale

Per ottimizzare i benefici fiscali offerti dallo zainetto fiscale, ecco alcune strategie:

1. Pianifica le Vendite
Se hai minusvalenze registrate, valuta attentamente quando vendere gli strumenti in guadagno per sfruttarle al massimo. Ad esempio, potresti posticipare una vendita in guadagno all’anno successivo per compensarla con una perdita registrata quest’anno.

2. Considera gli ETN
Se vuoi investire in strumenti simili agli ETF ma desideri mantenere la possibilità di compensare le minusvalenze, gli ETN possono essere una soluzione intelligente.

3. Non Dimenticare le Scadenze
Le minusvalenze sono valide solo per quattro anni. Tieni traccia delle perdite registrate e sfruttale prima che scadano.

4. Diversifica il Portafoglio
Assicurati che il tuo portafoglio includa strumenti che generano redditi compensabili, come azioni, obbligazioni o certificati, per massimizzare le opportunità di recupero fiscale.

Come ha detto il grande Nicola Protasoni, comprare strumenti finanziari solo per compensare le minusvalenze rischia di creare altre minusvalenze. A volte, le cazzate fatte è meglio lasciarle lì dove sono, prenderne spunto per imparare e non ripeterle, piuttosto che cercare di recuperarle a tutti i costi rischiando di farne di nuove. Pianifica con un po’ di testa e usa queste esperienze per ottimizzare i tuoi investimenti in modo più intelligente.

Ve lo dico per esperienza personale: ho passato ore a cercare l’ETN più diversificato, più figo, nel tentativo di svuotare quello zainetto fiscale pieno delle cazzate che ho combinato. Ma, dopo aver ascoltato Nicola, ho dato finalmente ascolto alla mia parte razionale e ho deciso di smetterla. Le mie minusvalenze resteranno lì, e andrà bene così: serviranno a ricordarmi cosa non fare più.

Inflazione Svelata: Come Salvarsi le Chiappe con il Tuo Portafoglio


Ciao, Amico del Risparmio!

L’Inflazione: Il Ladro Invisibile del Tuo Portafoglio

L’inflazione è quel termine un po’ spaventoso che senti alla TV o leggi sui giornali. Ma cosa vuol dire per te veramente? Immagina di avere una ciotola di caramelle, e ogni giorno una caramella scompare senza che tu te ne accorga. Ecco, l’inflazione è come se il valore dei tuoi dollari facesse lo stesso trucco, scivolando via piano piano. Qui ti spiego tutto in modo semplice, come se stessimo chiacchierando davanti a una tazza di caffè.

Che Diavolo è l’Inflazione?

Pensa ai prezzi che aumentano nel tempo. Un gelato che costava un dollaro l’anno scorso ora ne costa due. Questo è l’inflazione – il tuo denaro compra meno roba. È come se il prezzo di tutto intorno a te aumentasse, ma il tuo portafoglio non si ingrossasse di conseguenza.

Perché Succede Questo?

Quando tutti vogliono la stessa cosa, i prezzi salgono. Immagina una festa dove tutti vogliono la stessa fetta di torta; il prezzo di quella fetta va alle stelle. Se costa di più produrre un bene – diciamo che il latte per il gelato è diventato più caro – paghi di più per comprarlo. E quando c’è troppa grana in giro, i prezzi si alzano come il pane nel forno. È come se ci fossero troppe persone a una festa con troppi drink; all’improvviso, il prezzo dell’ammissione aumenta.

Come Capiscono gli Economisti Quanta Inflazione C’è?

Usano il CPI, che è praticamente un grande indice che controlla quanto costa un carrello della spesa immaginario. È come se gli economisti facessero la lista della spesa per tutta la famiglia e poi guardassero come i prezzi cambiano nel tempo.

Come Ti Tocca l’Inflazione?

Il tuo stipendio non ti porta più lontano come prima. È come se ogni mese il tuo stipendio si riducesse di qualche centimetro. I tuoi risparmi valgono meno a meno che non crescano più velocemente dell’inflazione – immagina di avere un salvadanaio che si svuota da solo. Se hai debiti a tasso fisso, l’inflazione è un piccolo aiuto, perché quei debiti valgono meno nel tempo, come se il tempo stesso sgonfiasse il palloncino dei tuoi debiti.

Il Mattoncino della Conoscenza

Immagina di voler costruire una casa con i tuoi risparmi. Con 1.000 dollari, l’anno scorso compravi 10 mattoni. Adesso, con l’inflazione al 10%, ne compri solo 9,09. Ogni anno diventa più difficile costruire la tua casa dei sogni, come se il costruttore dovesse lavorare con mattoni sempre più piccoli.

Come Proteggersi?

Investi in cose vere, come una casa o azioni che possono crescere con l’inflazione. È come piantare alberi che crescono più velocemente dell’erba. Non mettere tutto su un’unica carta. Diversifica! È come non puntare tutto su un solo cavallo in una corsa. Studia un po’ di finanza; la conoscenza è il tuo scudo, come imparare a cucinare per non dipendere sempre dal take-away.

Inflazione e Deflazione: Due Lati della Moneta

L’inflazione alza i prezzi, ma la deflazione li abbassa. Sembra bello, ma se tutti aspettano prezzi più bassi, nessuno compra, e l’economia rallenta. È come se tutti aspettassero i saldi per fare shopping, solo che i negozi non vendono nulla nel frattempo.

Alla Fine della Fiera

L’inflazione è parte del gioco economico, ma non deve essere una brutta sorpresa. Con un po’ di preparazione e conoscenza, puoi tenere il passo, come un surfista che impara ad affrontare le onde.

Jackson Hole: Il Piccolo Villaggio che Decide il Futuro dei Tuoi Investimenti !

Cos’è il Congresso di Jackson Hole e Perché È Importante per i Tuoi Investimenti

Se segui il mondo della finanza, probabilmente hai sentito parlare del famoso Congresso di Jackson Hole. Ma cos’è, e perché un evento che si svolge in un remoto angolo del Wyoming dovrebbe interessarti, un investitore che magari sta cercando di far crescere i propri risparmi o di pianificare il proprio futuro finanziario? Scopriamolo insieme in modo semplice e chiaro!

Che Cos’è il Congresso di Jackson Hole?

Il Congresso di Jackson Hole, ufficialmente noto come Symposium Economico di Jackson Hole, è un incontro annuale organizzato dalla Federal Reserve Bank di Kansas City. Si tiene ogni anno nella località montana di Jackson Hole, Wyoming, un posto famoso per le sue spettacolari bellezze naturali… e, dal 1982, per ospitare i più grandi cervelli dell’economia e della finanza globale.

Questo evento riunisce:

  • Governatori di banche centrali (come la Federal Reserve, la BCE e altre).
  • Economisti di fama mondiale.
  • Politici e accademici.

Non è un convegno aperto al pubblico. È un incontro ristretto, ma le idee e le dichiarazioni che emergono qui possono avere un impatto profondo sui mercati globali.

Perché Jackson Hole È Importante?

Jackson Hole è considerato un evento di primaria importanza per due motivi principali:

  1. Annunci Chiave sulla Politica Monetaria
    • I governatori delle banche centrali, come il presidente della Federal Reserve, usano spesso questo evento per fare dichiarazioni importanti. Potrebbero parlare di rialzi o ribassi dei tassi d’interesse, di inflazione o della loro visione sull’economia globale.
    • Ad esempio, nel 2010, Ben Bernanke annunciò misure di stimolo economico che ebbero un forte impatto sui mercati azionari.
  2. Indicazioni sui Trend Futuri
    • Anche se non ci sono sempre annunci ufficiali, gli investitori e gli analisti leggono tra le righe. I discorsi fatti a Jackson Hole sono spesso visti come una “bussola” per capire dove stanno andando le politiche economiche e finanziarie.

Cosa Significa Jackson Hole per Te?

Ok, ma che impatto ha tutto questo sul tuo portafoglio? Ecco alcune cose da tenere a mente:

1. Tassi di Interesse e i Tuoi Risparmi

Se la Federal Reserve o altre banche centrali indicano un aumento dei tassi d’interesse, potrebbe significare che il costo dei mutui o dei prestiti personali salirà. Al contrario, se parlano di riduzione dei tassi, i tuoi risparmi potrebbero rendere meno, ma potresti trovare condizioni più favorevoli per investire o prendere un prestito.

2. Volatilità nei Mercati

Le dichiarazioni fatte a Jackson Hole spesso innescano movimenti nei mercati finanziari. Se un governatore centrale dice qualcosa di inaspettato, potresti vedere azioni, obbligazioni o valute reagire rapidamente. Per un investitore a lungo termine, questo è un promemoria per non lasciarsi influenzare dalle oscillazioni di breve termine.

3. Indicazioni per il Futuro

Jackson Hole non ti dirà esattamente cosa fare con i tuoi investimenti, ma può fornire un’idea di dove si sta dirigendo l’economia globale. Ad esempio:

  • Inflazione alta potrebbe significare che è il momento di rivalutare i tuoi investimenti in obbligazioni.
  • Crescita economica debole potrebbe indicare un’opportunità per aggiungere diversificazione al tuo portafoglio.

Un Esempio Reale: L’Impatto del 2022

Nel 2022, Jerome Powell, il presidente della Federal Reserve, usò Jackson Hole per inviare un messaggio chiaro: la Fed sarebbe rimasta ferma nel suo intento di combattere l’inflazione, anche a costo di rallentare l’economia. Questo causò una forte reazione nei mercati azionari, che temevano ulteriori rialzi dei tassi d’interesse.

Per gli investitori a lungo termine, fu un momento importante per rivedere le proprie strategie. Chi aveva un portafoglio ben diversificato probabilmente soffrì meno rispetto a chi era esposto a singoli settori ad alto rischio.

Come Usare le Informazioni di Jackson Hole

Non devi essere un esperto economico per beneficiare di ciò che emerge da Jackson Hole. Ecco qualche consiglio pratico:

  1. Segui le Notizie, ma Mantieni la Calma
    • Le reazioni di breve termine del mercato non sempre riflettono l’impatto reale a lungo termine.
  2. Adatta la Tua Strategia
    • Se emergono indicazioni su inflazione o tassi d’interesse, valuta se il tuo portafoglio è allineato con i trend economici futuri.
  3. Diversifica
    • Indipendentemente da quello che viene detto a Jackson Hole, una buona diversificazione è sempre la miglior difesa contro l’incertezza.

Come Prevedere gli Utili delle Aziende: Cosa Ci Insegna la Ricerca sulla Redditività

Nel mondo della finanza, una delle domande più importanti per gli investitori è: come posso prevedere se un’azienda sarà redditizia in futuro? Una risposta interessante arriva dallo studio “Forecasting Profitability and Earnings” di Eugene F. Fama e Kenneth R. French, che esplora come la redditività delle aziende tenda a comportarsi nel tempo e come queste dinamiche possano aiutare gli investitori a prendere decisioni più informate.

La redditività tende a tornare verso la media

Un concetto chiave dello studio è il principio della “regressione verso la media”. In altre parole, le aziende estremamente redditizie oggi tendono a perdere parte del loro vantaggio competitivo nel tempo, mentre quelle meno redditizie hanno maggiori probabilità di migliorare. Questo fenomeno è spiegato da forze competitive naturali: i mercati si adattano, i concorrenti emergono e le aziende si adeguano alle sfide.

Gli autori del paper stimano che, in media, la redditività aziendale ritorna verso il suo livello normale al ritmo del 38% all’anno. Tuttavia, il tasso di ritorno alla media non è uniforme: è più veloce quando un’azienda si discosta significativamente dalla media, sia in positivo che in negativo.

Perché è importante per gli investitori personali

Questa dinamica offre spunti fondamentali per chi investe nei mercati finanziari:

1. Non sopravvalutare le aziende ad alte performance

Se un’azienda sta ottenendo utili eccezionali, potrebbe sembrare una scelta sicura. Tuttavia, lo studio suggerisce che queste aziende tendono a perdere terreno nel tempo a causa della competizione e di altre sfide. Investire basandosi esclusivamente sui risultati attuali può portare a delusioni future.

2. Non sottovalutare le aziende in difficoltà

Le aziende che stanno attraversando momenti difficili, ma che hanno fondamentali solidi, possono migliorare significativamente la loro redditività. La regressione verso la media può rappresentare un’opportunità per chi è disposto a guardare oltre le difficoltà temporanee.

3. Adotta una prospettiva di lungo termine

La redditività delle aziende non si stabilizza in pochi mesi; i cambiamenti richiedono tempo. Questo rende particolarmente rilevante un approccio paziente e orientato al lungo periodo.

Come applicare queste idee nella finanza personale

Ecco alcuni consigli pratici basati sulle intuizioni dello studio:

Analizza i fondamentali dell’azienda: Prima di investire, verifica i dati storici sulla redditività di un’azienda. Un passato stabile o miglioramenti recenti possono essere buoni indicatori.

Diversifica: Non puntare tutto su aziende leader di mercato. Una strategia diversificata che includa anche aziende in fase di recupero potrebbe migliorare il bilanciamento del tuo portafoglio.

Non lasciarti ingannare dalle apparenze: Evita il classico errore di seguire la massa e investire solo nelle aziende di moda. Lo studio di Fama e French dimostra che i successi attuali non garantiscono guadagni futuri sostenibili.

La lezione più importante

L’ambiente competitivo è un motore fondamentale dell’economia: nessuna azienda può dominare per sempre e le imprese in difficoltà non rimangono necessariamente al tappeto. Comprendere questo meccanismo ti permette di vedere oltre l’orizzonte a breve termine e di costruire strategie di investimento più solide e realistiche.

In un mercato spesso guidato da emozioni e speculazioni, mantenere uno sguardo basato sui dati e sulle tendenze di lungo periodo può fare la differenza. Ricorda, il successo negli investimenti non riguarda solo il “quando” ma anche il “perché” delle tue scelte.

 This time is different .

Thoughts on the most dangerous phrase in investing

Ci sono quattro parole che incutono timore nei cuori di ogni Brad, Chad e Thad di Wall Street.
“Questa volta è diverso.”

Pronuncia queste quattro parole, batti i tacchi cinque volte, recita una preghiera a Jensen Huang, e il fantasma di Charlie Munger scenderà per colpirti in faccia con una copia arrotolata del Wall Street Journal.

Sul serio, però. Wall Street ha molte regole assurde, e lo stigma intorno al dire “questa volta è diverso” è tra i più ridicoli.

Questa frase ha radici nelle migliori intenzioni. Sir John Templeton – una mente brillante nel campo degli investimenti e il fondatore di Franklin Templeton – l’ha definita “le quattro parole più costose negli annali degli investimenti”, riferendosi alla tendenza degli investitori a non imparare mai dai propri errori. Gli esseri umani continueranno ad agire come tali, quindi bisogna essere consapevoli della propria umanità.

Nel mondo odierno, fatto di contesti limitati e ricerca di consensi sui social media, le parole di Templeton si sono trasformate in una battuta moderna nel mondo degli investimenti. Se osi mettere in discussione una credenza consolidata o un indicatore di mercato, riceverai senza dubbio una valanga di commenti su come pensare che “questa volta è diverso” possa portarti alla rovina.

Il debito sulle carte di credito ha appena superato UN TRILIONE DI DOLLARI e non pensi che sia un problema?!? Ricordi la crisi finanziaria globale? Questa volta è diverso, vero? Buona fortuna, ti dicono, alzando gli occhi al cielo e andandosene.

Nella mente di un analista di Wall Street, pensare “questa volta è diverso” spesso indica che stai trascurando qualcosa. Se un gran numero di persone crede che “questa volta è diverso”, allora potremmo collettivamente essere troppo sicuri di noi stessi, ignorando rischi importanti. È in quei momenti che le bolle scoppiano e le fortune vengono perdute.

Credimi, lo capisco. Il mio lavoro quotidiano consiste nel mettere in discussione le supposizioni comuni, quindi esito anch’io quando quelle quattro costose parole mi attraversano la mente.

Ma in una decina d’anni passati a raccogliere dati e a smontare teorie, ho realizzato qualcosa di importante.

C’è una linea sottile tra rispettare la storia e ignorare la sua caratteristica più significativa: il cambiamento.

Siamo tutti pronti ad ammettere quanto le cose siano cambiate nelle nostre vite negli ultimi anni. Perché non riusciamo a contestualizzare il cambiamento a Wall Street nello stesso modo in cui lo facciamo nella nostra vita quotidiana?

È una domanda importante, e gli analisti si sono affidati a una serie di indicatori per cercare una risposta. La forma della curva dei rendimenti del mercato obbligazionario, il tasso di disoccupazione, il settore manifatturiero, la fiducia dei consumatori, l’indice dei principali indicatori economici. Guardiamo i nostri dati e concludiamo che l’economia si sta effettivamente indebolendo, perché diverse linee affidabili che sono calate durante le recessioni passate stanno calando di nuovo.

Ma queste linee sono davvero affidabili? Pensaci: l’ultima recessione non legata a una pandemia è iniziata 17 anni fa. Sì, nel 2007, quando MySpace era il social network dominante e litigavi con la tua cosiddetta migliore amica perché non ti aveva messo nella sua top 10.

Ovviamente, molte cose sono cambiate negli ultimi 17 anni. Le grandi aziende tecnologiche hanno preso il controllo del mercato azionario, l’iPhone ha ridotto la nostra capacità di concentrazione, Taylor Swift ha attraversato la maggior parte delle sue ere, e le consegne di Amazon hanno aperto un mondo di consumi che non sapevamo di desiderare. La tua pagina MySpace probabilmente è inattiva e, se sei come me, probabilmente non parli più con la maggior parte della tua top 10.

Ora, immagina che questo cambiamento si sia accumulato per diversi decenni.

Nel 1960, gli americani spendevano oltre la metà del loro denaro in beni – TV, vestiti, orologi, gioielli. Ora, il 70% del loro budget è dedicato ai servizi – affitti, tagli di capelli, viaggi, abbonamenti a piattaforme di streaming. Di conseguenza, i lavori nel settore manifatturiero rappresentano oggi solo l’8% dell’occupazione totale, rispetto a quasi il 30% dello stesso periodo.

Il settore manifatturiero americano è solo un’ombra di ciò che era. Le fabbriche che un tempo punteggiavano i panorami urbani ora sono birrifici, boutique e appartamenti con soffitti alti.

Quindi potresti essere sorpreso di scoprire che molti degli indicatori preferiti di Wall Street per prevedere le recessioni si basano sul settore manifatturiero. Questo indicatore specifico – l’indice ISM manifatturiero – mostra che l’attività è in calo da quasi due anni.

In passato, i problemi del settore manifatturiero sono stati un chiaro segnale di avvertimento per guai in arrivo. Oggi, non più tanto, perché… questa volta è diverso sospiro.

Le persone stanno spendendo di più per esperienze, e il calo del settore manifatturiero non ha innescato un’ondata di perdita di posti di lavoro. L’economia ha tenuto duro, e ti saresti perso un rialzo del 40% dell’S&P 500 se avessi venduto le tue azioni quando il settore manifatturiero è crollato.

Perché facciamo così fatica ad accettare il cambiamento?

Secondo me, è perché Wall Street non se la cava bene nelle aree grigie. Dopotutto, la finanza viene rappresentata come un mondo fatto di numeri, anche se la maggior parte delle cose nella vita non sono solo in bianco e nero.

Inoltre, distinguere i fatti dalla finzione è un lavoro difficile, e le regole chiare possono sembrare seducentemente semplici.

Ma come investitore, devi essere in grado di vivere nelle aree grigie – sfidando costantemente le tue convinzioni, pur ricordando che certe cose non cambieranno mai.

Oppure, sai, investire in modo coerente, indipendentemente dalle condizioni.

Perché col tempo, i critici hanno ragione. Alcune cose non cambiano mai.

Articolo originale di Callie Cox : https://www.optimisticallie.com/p/this-time-is-different

Atlas America Fund: l’ETF di Roubini per affrontare l’incertezza dei mercati 

Perché l’ETF di Roubini è diverso da tutti gli altri

L’ultima volta che Nouriel Roubini ha fatto parlare di sé, era per avvertirci di una crisi globale. Ora, invece, è tornato con una proposta concreta: un ETF. Esatto, “Dr. Doom” ha creato l’Atlas America Fund (USAF), un fondo progettato per affrontare le sfide di un’economia sempre più instabile.

Questo ETF si distingue dagli altri. Non troverai azioni tecnologiche o titoli speculativi al suo interno. È un fondo pensato per proteggere il capitale, per chi guarda al lungo termine e vuole evitare le montagne russe dei mercati.

Quando analizzi la sua composizione, emergono scelte precise e calcolate. La maggior parte del portafoglio è investita in titoli del Tesoro USA a breve termine, una scelta che garantisce sicurezza e liquidità. Poi c’è l’oro, il classico bene rifugio che tende a mantenere il suo valore anche nei momenti di crisi. Non mancano gli investimenti immobiliari attraverso REITs, che offrono esposizione al mercato immobiliare senza dover gestire fisicamente una proprietà. Infine, una porzione è dedicata alle commodity agricole, strumenti utili per proteggersi dall’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, e una piccola parte viene mantenuta in liquidità, pronta per essere utilizzata in caso di opportunità improvvise.

Molti ETF seguono le mode del momento, puntando su settori come la tecnologia o le criptovalute. Roubini, invece, ha costruito qualcosa di diverso: un portafoglio che non scommette sul futuro, ma si prepara a difendersi dai rischi. È un fondo che sembra dire: “Non si tratta di fare il colpo grosso, ma di proteggere ciò che hai.”

Durante la presentazione del fondo, Roubini ha ribadito i suoi soliti avvertimenti. Inflazione, crisi geopolitiche e mercati instabili sono solo alcune delle minacce che incombono. Il messaggio è chiaro: viviamo in tempi incerti, e per affrontarli serve un portafoglio resiliente.

L’Atlas America Fund non è per tutti. Non è il fondo giusto se cerchi rendimenti stratosferici nel breve termine. Ma se sei un investitore che dà valore alla stabilità, che vuole proteggere il capitale senza inseguire guadagni facili, questo ETF potrebbe essere perfetto per te.

Viviamo in un’epoca in cui molti si lasciano guidare dal FOMO (Fear of Missing Out), inseguendo titoli o strumenti finanziari nella speranza di moltiplicare i propri soldi rapidamente. Ma Roubini ci ricorda che a volte, vincere significa non perdere . Questo ETF è chiaramente pensato solo per il mercato non europeo, quindi non è per la maggior parte di noi. Sarebbe interessante sapere se prima o poi lo faranno in versione UCITS, ma onestamente non lo sto aspettando come si aspetta una finale di Champions. Ci sono ETF non armonizzati che mi allettano di più, tipo l’RPAR di Alex Shahidi, che secondo me è più bilanciato e decisamente più interessante. Tra l’altro, Alex ha scritto un libro, Risk Parity, che vi consiglio: lo trovate QUI!

La Guida Definitiva per Creare il Tuo Fondo di Emergenza

Il mio Fondo di Emergenza: Come l’ho Creato e Perché è Importante

Eccoci qui, come ogni blog di finanza personale che si rispetti, pronti a parlare di uno dei capisaldi della gestione finanziaria: il fondo di emergenza. Se hai sentito parlare di finanza personale, sai che questa è una delle prime tappe per costruire una solida base economica. Ma come si fa? Ecco la mia strategia personale, che potrebbe ispirarti o darti qualche spunto utile.

La mia idea: due livelli di protezione

Ho suddiviso il mio fondo di emergenza in due parti: il conto delle spese mensili e il vero e proprio fondo di emergenza.

Step 1: Il conto corrente per le spese mensili

Questa non è propriamente una parte del fondo di emergenza, ma per me rappresenta il primo baluardo contro imprevisti di lieve entità o variazioni nelle mie spese. Ecco come lo gestisco:

  • L’importo base: Mantengo sempre 3.000€ sul mio conto corrente personale.
  • Ribilanciamento mensile: Alla fine di ogni mese controllo il saldo e riporto il conto a 3.000€. Questi sono i soldi che prevedo di toccare durante il mese per spese ordinarie.

Per me, questa è la “zona di comfort” finanziaria che mi permette di affrontare tranquillamente il mese senza mai preoccuparmi troppo delle piccole fluttuazioni.

Step 2: Il vero fondo di emergenza

Qui entriamo nel vivo. Questo è il cuscinetto finanziario pensato per affrontare situazioni straordinarie come:

  • Perdita improvvisa del lavoro.
  • Spese mediche impreviste.
  • Riparazioni urgenti e costose (auto, casa, ecc.).

Ecco la strategia che ho adottato per costruirlo:

Fase 1: Accumulare i primi 3 mesi di spese

Come tanti, quando ho iniziato a interessarmi agli investimenti, volevo mettere ogni centesimo “al lavoro”. Ma ho capito che la fretta di investire non poteva sostituire la necessità di avere una base sicura. Così, il primo passo è stato accumulare l’equivalente di 3 mesi di spese su un conto separato.

Fase 2: Raggiungere i 6 mesi di spese

Dopo aver raggiunto i primi 3 mesi, ho creato un piano strutturato per aggiungere altri 3 mesi al fondo. Questo è stato il mio metodo:

  1. Bonifici automatici piccoli ma regolari:
    • Primo bonifico: A inizio mese, in concomitanza con quello che facevo per gli investimenti.
    • Secondo bonifico: A metà mese.
    • Terzo bonifico: 4 giorni prima della fine del mese.

Ogni bonifico era di circa il 2% del mio stipendio. Non era una cifra che sentivo come un sacrificio, ma sommando tre bonifici al mese, ho costruito progressivamente il fondo.

  1. Extra risparmi:
    Ho aggiunto somme occasionali derivanti da:
    • La tredicesima.
    • Vendite su piattaforme come Subito o Vinted.

Dopo circa due anni di questa strategia, sono riuscito a raggiungere il mio obiettivo di 6 mesi di spese coperte. 🎉

E dopo i 6 mesi?

Raggiunto l’obiettivo del fondo di emergenza, mi sono reso conto che non sentivo la mancanza di quei piccoli bonifici. Così ho deciso di mantenerli attivi, ma stavolta li dirotto sugli investimenti. In questo modo, il mio flusso di risparmio rimane costante, ma con un obiettivo diverso.

Perché il fondo di emergenza è essenziale

Se stai pensando che questa sia una pratica noiosa o un passo inutile, ti invito a riflettere: avere un fondo di emergenza non significa solo essere pronti agli imprevisti. Significa vivere con meno ansia finanziaria, sapere che qualsiasi cosa accada, hai le risorse per affrontarla.

Io, purtroppo, ho imparato questa lezione a mie spese. All’inizio, con la fretta di investire, non avevo coperto neanche i famosi 3 mesi di spese. Poi è arrivata una grossa spesa imprevista: dei lavori in casa, necessari ma non pianificati.

Non avendo un fondo di emergenza adeguato, ho dovuto disinvestire 3.000€ da ciò che avevo già messo in investimento, perdendo così sia tempo che potenziale rendimento. Da quel momento ho imparato la lezione: posso aver fatto altri errori lungo il mio percorso, ma su questo punto non ho più sbagliato. Il fondo di emergenza è diventato per me una priorità.

Come iniziare il tuo fondo di emergenza

Se vuoi seguire il mio metodo, ecco un riepilogo dei passi chiave:

  1. Imposta un conto separato per il fondo di emergenza.
  2. Calcola il tuo obiettivo: 3-6 mesi di spese essenziali.
  3. Avvia piccoli bonifici automatici ogni mese.
  4. Usa entrate extra (bonus, vendite online) per accelerare il processo.
  5. Raggiunto l’obiettivo, puoi dirottare i bonifici sugli investimenti.

Questo è il mio fondo di emergenza: semplice, efficace e adatto alle mie esigenze. Ognuno di noi ha una situazione diversa, ma l’importante è iniziare. Non sottovalutare il potere di piccoli passi costanti.

ETF FIGHT : SPDR ACWI IMI vs VANGUARD FTSE ALL WORLD

ETF Fight: SPDR ACWI IMI vs. Vanguard FTSE All-World (VWCE)
Qual è il miglior ETF globale per gli investitori europei?

Nel mercato europeo degli ETF, due giganti si contendono il titolo di miglior scelta per un’esposizione globale: SPDR MSCI ACWI IMI e Vanguard FTSE All-World (VWCE). Entrambi sono ottime opzioni per diversificare il portafoglio a livello mondiale, ma hanno caratteristiche leggermente diverse. Quale scegliere? Mettiamoli a confronto!

Round 1: Esposizione e Diversificazione

SPDR ACWI IMI

Replica l’indice MSCI ACWI IMI, che copre azioni large, mid e small-cap in 23 mercati sviluppati e 27 mercati emergenti.

Offre una copertura estremamente capillare, includendo oltre 9.200 azioni.

VWCE

Replica l’indice FTSE All-World, che include circa 4.100 azioni di mercati sviluppati ed emergenti.

Copre solo azioni large e mid-cap, tralasciando le small-cap, il che riduce leggermente la diversificazione.

Verdetto: SPDR ACWI IMI vince per diversificazione, grazie all’inclusione delle small-cap.

Round 2: Costi e Commissioni

SPDR ACWI IMI

TER (Total Expense Ratio): 0,17%, molto competitivo per la vasta gamma di titoli inclusi.

VWCE

TER: 0,22%, leggermente più alto rispetto al concorrente, nonostante una minore copertura.

Verdetto: SPDR ACWI IMI vince per costi leggermente inferiori. anche se attualmente va detto che c’è il FWRA di invesco che costa 0,15%

Round 3: Liquidità e Accessibilità

SPDR ACWI IMI

Quotato su diverse borse europee e accessibile tramite le principali piattaforme di trading in Italia.

Meno conosciuto rispetto a VWCE, ma con una buona liquidità.

VWCE

Emesso da Vanguard, un nome molto popolare in Europa. Quotato su borse come Xetra, è altamente liquido e ampiamente disponibile per gli investitori retail.

Verdetto: VWCE vince per popolarità e maggiore facilità di accesso.

Round 4: Performance Storica

SPDR ACWI IMI

La performance riflette l’indice MSCI ACWI IMI, che include anche le small-cap, potenzialmente più volatili ma capaci di offrire maggiori rendimenti nel lungo periodo.

VWCE

Segue l’indice FTSE All-World, con una ponderazione leggermente maggiore verso azioni di grandi dimensioni e sviluppate. Questo può tradursi in una performance più stabile, ma meno dinamica rispetto a SPDR ACWI IMI.

Verdetto:Da quando è stato introdotto il VWCE, insieme alla sua versione a distribuzione, le small-cap non hanno brillato, come sottolinea il grande Giorgio con la sua celebre frase: “Le small-cap hanno fatto sucare.” Tuttavia, sul lungo periodo, i giochi sono ancora aperti e si vedrà se recupereranno terreno.

Round 5: Fiscalità e Distribuzione Dividendi

SPDR ACWI IMI

Accumulazione: I dividendi vengono reinvestiti automaticamente, riducendo l’onere fiscale annuale per l’investitore.

VWCE

Accumulazione: Anche in questo caso, i dividendi vengono reinvestiti, rendendolo fiscalmente efficiente per gli investitori europei.

Verdetto: Pari. Entrambi sono ETF ad accumulazione e fiscalmente efficienti in Europa.

Quale Scegliere?

SPDR ACWI IMI è ideale per chi cerca una diversificazione estrema, con una copertura globale completa che include anche le small-cap. Inoltre, il TER più basso lo rende una scelta economica a lungo termine.

VWCE, pur avendo un TER leggermente più alto e una copertura meno capillare, è estremamente popolare e offre una liquidità maggiore. La scelta perfetta per chi cerca semplicità e accessibilità.

Vi lascio un MiniGuida senza infamia e senza lode per lasciarvi le base di cosa sono gli ETF .

Are you suffering from careerism?

Il “carrierismo” è l’idea di concentrare gli sforzi per essere “il meglio che puoi essere” nel contesto lavorativo o nelle attività legate al lavoro. Si tratta di dedicarsi alla propria carriera o al proprio ambiente professionale. Il carrierismo è piuttosto diffuso, così come il suo “fratello moderno”, il consumismo, che è l’idea che la soddisfazione nella vita si ottenga al meglio acquistando beni e servizi. Questi due fenomeni si completano bene e sono così radicati nella società moderna che spesso ci dimentichiamo che esistono altri obiettivi nella vita.

Non esiste una regola che affermi che il valore di una persona debba essere visto in un contesto occupazionale. Potrebbe essere altrettanto facile valutare il valore in un contesto familiare (ad esempio, quanto sei bravo come madre, marito o zio), dove il successo come genitore potrebbe essere determinato da quanto bene crescono i figli, o il successo come coniuge potrebbe dipendere dal successo del proprio partner, anche se questa è una visione un po’ auto-referenziale. Allo stesso modo, il valore potrebbe essere visto in un contesto personale, definito da obiettivi come felicità, autorealizzazione, denaro, fama, potere, contributo alla società o fare la differenza.

Invece di concentrarsi, ad esempio, sulla famiglia, sulle attività personali o sulle attività comunitarie, l’obiettivo del carrierista è salire il più in alto possibile in termini di rango professionale e risultati. Questa dedizione richiede solitamente un impegno a tempo pieno verso la propria vocazione. Le persone devono essere disponibili 24 ore su 24, letteralmente, con dispositivi come cellulari o mentalmente, come un ricercatore che pensa al lavoro prima di addormentarsi e subito dopo il risveglio. Altri obiettivi, come la famiglia o la soddisfazione personale, passano in secondo piano, anche se spesso accompagnano il percorso. La carriera diventa il mezzo e il fine della crescita personale.

Queste convinzioni sono molto diffuse.

Detto ciò, il carrierismo può, in un certo senso, essere salutare. Non c’è nulla di sbagliato nel cercare di essere il miglior musicista che puoi essere, ad esempio, se hai meno capacità di essere un prezioso organizzatore comunitario e più capacità di suonare musica. Molti dei geni e delle meraviglie del mondo sono effettivamente il risultato di tale determinazione.

Tuttavia, il problema sorge, secondo me, quando si verificano le seguenti condizioni:

  1. L’offerta di lavoratori supera la domanda.
  2. La qualità del prodotto non può essere determinata oggettivamente.

Il secondo punto, in particolare, segna l’inizio di una spirale discendente. Le conseguenze sono che gli obiettivi non possono più essere perseguiti semplicemente migliorando la competenza. Il motivo è che ci sono ancora molti lavoratori disponibili oltre la soglia di competenza, dove la competenza può essere chiaramente differenziata dall’incompetenza. La competizione deve quindi essere decisa su altre basi.

Spesso, la promozione nella carriera diventa una questione politica. La competenza oggettiva non è più rilevante, mentre quella soggettiva lo è ancora. Il gioco, o la cosiddetta crescita personale, non riguarda più la produzione dei migliori risultati possibili, ma piuttosto il dare la migliore impressione possibile, che consente di avanzare nella carriera.

Dal momento che le misure oggettive diventano insignificanti, la progressione nella carriera è ora misurata in termini di simboli che sono economici (massimizzazione del profitto) da offrire ma tenuti in quantità limitata. Questi simboli possono variare da tangibili, come targhe e premi, a intangibili, come lodi, titoli prestigiosi e uffici speciali. Può persino trattarsi di un salario più alto, e probabilmente conosci casi in cui due persone hanno lo stesso output oggettivamente, ma una di loro viene pagata di più perché si trova in una fase di carriera diversa.

Un carrierista può effettivamente perseguire questi obiettivi per il loro stesso valore. È possibile sviluppare un atteggiamento che equipari direttamente titoli, premi e uffici d’angolo al successo. Uno potrebbe persino pensare che alcuni lavori siano più importanti di altri semplicemente perché pagano di più.

La conseguenza sistemica di questo tipo di carrierismo estremo è una tragedia dei beni comuni. La sostenibilità a lungo termine del sistema viene sacrificata per il guadagno personale a breve termine. Stiamo già assistendo a questi fallimenti in alcuni sistemi (sanità) e potremmo presto vederli in altri (scienza).

Molte persone che inizialmente hanno intrapreso una carriera per passione alla fine raggiungono il punto in cui la loro carriera si trasforma in questo tipo di carrierismo, e l’obiettivo passa dal fare bene al “giocare il gioco”. Di conseguenza, si sentono frustrate con il sistema e con il loro lavoro, e poi lo abbandonano. Questo abbandono può avvenire mentalmente, con il minimo sforzo necessario per essere pagati, o fisicamente, andando in pensione.

In molti campi, specialmente nei settori professionali “colletti bianchi”, questo problema è diffuso, motivo per cui sono riluttante a “tornare indietro” nonostante occasionali offerte di lavoro. Volevo fare del bene ed essere il più competente possibile. Tuttavia, ho scoperto che i vertici, tradizionalmente definiti come il massimo salario, il titolo più prestigioso o i maggiori premi, non si raggiungono attraverso questi mezzi. A un certo punto, viene superata una barriera. Se ne sei consapevole, è facile riconoscerla. Altrimenti, è molto difficile notarla. Succede quando le persone iniziano a dirti come gestire la tua immagine piuttosto che il tuo lavoro, ad esempio cosa indossare, cosa dire, con chi parlare e dove farti vedere.

Credo che una parte significativa della forza lavoro professionale sia profondamente insoddisfatta di questo sistema. Alcuni soffrono in silenzio inventando scuse per continuare a lavorare (“lo faccio per quella singola persona che posso aiutare”), mentre altri lo abbandonano per intraprendere quello che viene chiamato “lavoro onesto” per guarire la propria anima. Io propendo per quest’ultima opzione.

Articolo orginale di Jacob Lund Fisker : https://earlyretirementextreme.com/are-you-suffering-from-careerism.html